Prima poliziotto e investigatore d’eccellenza, poi magistrato-simbolo della giustizia nell’Isola. È scomparso ieri, all’età di 86 anni, l’ex procuratore aggiunto di Cagliari Mario Marchetti, per decenni figura di primo piano nella lotta alla criminalità organizzata sarda. Tolta la toga, la sua passione e il suo impegno in difesa delle istituzioni erano proseguiti con la nomina nel consiglio d’indirizzo dell’Ente Lirico di Cagliari, dove aveva sempre cercato di contrastare sprechi, gestioni opache e tutto quello che riteneva causare danno al Teatro. Non a caso, sino a qualche tempo fa, qualche volta lo si poteva ancora incrociare in Procura a depositare documenti quando riteneva che la norma fosse stata forzata.
La carriera
Nato a Bonorva il 14 settembre 1939, si laurea giovanissimo in giurisprudenza a Sassari e, a soli 22 anni, diventa insegnante di lettere a Macomer. Poi nel 1966 entra nella Polizia di Stato e approda come vice-commissario alla Questura di Cagliari. Dopo qualche anno, supera agevolmente anche il concorso in magistratura e diventa un volto noto della giustizia isolana: prima nella lotta contro le organizzazioni specializzate nel traffico di droga, poi anche nel contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione, quella che in gergo viene chiamata la criminalità dei “colletti bianchi”.
Nei primi anni Novanta, lui e il collega Mauro Mura diventano i primi due componenti della neonata Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, che poi si occuperà anche di sequestri di persona, traffici di rifiuti, gruppi eversivi e grossi narcotrafficanti. «Abbiamo lavorato assieme dal 1985 per circa 25 anni», ricorda Mauro Mura, poi diventato Procuratore della Repubblica. «Mario proveniva dalla Polizia di Stato, dove aveva ricoperto anche ruoli particolarmente importanti. Era un magistrato indipendente, amante dell’indipendenza e anche maestro d’indipendenza. Appassionato investigatore, attento a ogni forma di criminalità, specialmente a quella organizzata legata agli stupefacenti, e attento a quella dei colletti bianchi. Per lui la legge era veramente uguale per tutti».
Le inchieste
Sue alcune delle inchieste più delicate messe a segno in quegli anni, a partire da quella contro la banda di Is Mirrionis, responsabile tra la fine degli anni ‘80 e i primi ‘90 di una sfilza di gravissimi reati: traffici di droga, attentati, vendette e omicidi. Un’indagine condotta con maestria da Marchetti e sfociata poi in un lungo e appassionato processo, dove aveva indossato i panni della pubblica accusa, conclusosi con pesantissime condanne, molte delle quali diventate definitive.
Archiviata la stagione nella Dda, aveva poi guidato il pool dei pubblici ministeri che si occupavano dei reati contro la pubblica amministrazione, sino a essere nominato Procuratore aggiunto.
A stretto contatto con lui hanno lavorato negli anni i pm Danilo Tronci, Gaetano Porcu, Daniele Caria, Emanuele Secci e Marco Cocco. Con quest’ultimo, quasi alla fine della carriera, diede vita all’indagine sulla gestione dei fondi destinati a gruppi del Consiglio regionale della Sardegna, poi sfociata in numerose condanne.
Il ricordo dei colleghi
E ieri mattina la notizia della morte dell’ex magistrato si è diffusa rapidamente nei corridoi del Palazzo di Giustizia di Cagliari, specie in quelli della Procura dove è già ripresa l’attività dopo la pausa per le feste.
«Mario Marchetti non è stato solo un bravissimo collega che ha fatto la storia giudiziaria a Cagliari e in Sardegna», ricorda il procuratore aggiunto Guido Pani, «ma un vero maestro e un punto di riferimento per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di lavorare al suo fianco. Ha condotto, con qualità non comuni, tantissime indagini sostenendo poi l’accusa in difficili e lunghi processi con grandissima capacità e autorevolezza».
Tanti ricordano ancora le sue battaglie in aula, anche molto animate, con alcuni dei “pezzi da novanta” dell’avvocatura cagliaritana. Fra tutte, indimenticabili, furono quelle con il penalista Luigi Concas (per tutti “il professore”) col quale, pur da posizioni spesso differenti, si riconoscevano reciprocamente un rispetto assoluto.
«Non si può non riconoscere a Mario Marchetti», prosegue Pani, che ha lavorato anni al suo fianco, «il rigore giuridico, l’intelligenza nella lettura dei fatti e del contesto più ampio in cui questi si inseriscono, ma anche il rapporto con la polizia giudiziaria e con l’avvocatura. In questo momento, però, prevale il dolore per la mancanza di una persona speciale, di un caro amico sempre pronto a un prezioso consiglio per il lavoro e per la vita».
Dopo la pensione
Conclusa la sua lunga carriera in magistratura, Marchetti era poi stato chiamato, per due volte, dal sindaco Massimo Zedda a mettere la sua esperienza al servizio della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari. L’ultima volta nel 2024, restando in carica sino allo scorso 6 ottobre, quando per ragioni di salute aveva rassegnato le dimissioni.
«È stato un profondo dispiacere aver appreso della scomparsa del dottor Marchetti», sottolinea Zedda. «Gli sarò sempre riconoscente per aver messo a disposizione del Comune e della Fondazione la sua professionalità e la sua competenza. Una persona onesta e integerrima che aveva a cuore il corretto uso delle risorse pubbliche. Mi mancherà la sua rigida ironia, era un signore, un galantuomo. Alla famiglia e ai suoi affetti le mie più sincere condoglianze».
I funerali saranno celebrati oggi alle 15,30 nella chiesa cagliaritana di San Francesco.
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