Il dato.

Sassari primo punto nascita dell’Isola, ma con 90 bimbi in meno 

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Primo punto nascita dell’isola ma c’è poco da festeggiare. La Clinica ostetrica dell’Aou di Sassari sale in cima al podio sardo, consolidando anche lo status di punto di riferimento per il centro-nord sulle gravidanze complesse e i parti pretermine. Il primato però non nasconde che le mamme vengono ormai giocoforza dirottate sul capoluogo turritano per chiusura o carenze delle altre strutture.

Chiusi infatti i punti nascita di Ozieri e Alghero, la struttura di viale San Pietro non solo accoglie tutte le gestanti del territorio di riferimento ma anche chi ha bisogno di cure specialistiche per il nascituro. È il caso di molte donne della provincia di Oristano, città che non dispone di Terapia Intensiva neonatale ma soprattutto della Gallura dove si trova l’altro punto nascita del nord, quello del Giovanni Paolo II di Olbia, che ha registrato 672 parti ma non ha una Neonatologia, carenza che costringe le galluresi a rischio di parto pretermine o complicato, a partorire a Sassari.

I numeri

I dati confermando l’inverno demografico ed evidenziando il rafforzamento del cordone di sicurezza ospedaliero, e della sanità pubblica, attorno alle gravidanze e ai parti, che si sono fermati a 1332, 90 in meno del 2024. L’unico dato in crescita sembra quello delle puerpere mature. «Le donne arrivano alla maternità in età sempre più avanzata - spiega Giampiero Capobianco, direttore della Clinica - e spesso dopo percorsi complessi. Il nostro compito è garantire un’assistenza sicura e altamente qualificata, soprattutto per le gravidanze più fragili». Conta il fattore anagrafico nelle criticità ma non solo perché, riferisce il professore, si riscontra “un’alta prevalenza di diabete in gravidanza e obesità”. Un’altra conseguenza dell’età avanzata delle future madri è il frequente ricorso alla Procreazione medicalmente assistita e anche in questo caso, l’Aou di Sassari diventa il terminale delle numerose richieste, rappresentando l’unico centro specialistico isolano insieme a quello di Cagliari. Più cicli nel 2025 rispetto al 2024 di cui la maggior parte ad alta complessità. «Oggi assistiamo- conclude il professore- a gravidanze più complesse che richiedono competenze specialistiche, tecnologie avanzate e una presa in carico attenta».

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