Cronaca

«Un angelo del cielo mi ha salvato la vita, non lo dimenticherò» 

Oristano, per una caduta la donna ha rischiato di morire dissanguata 

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Nonostante il dolore, che i farmaci non possono cancellare, non smette di ringraziare chi le ha salvato la vita. «Se non fosse stato per quell’angelo di nome Rita che si trovava all’interno del supermercato, ora non sarei qui a raccontare l’incubo che ho vissuto. Si è tolta i vestiti per cercare in tutti i modi di tamponare la ferita rimanendo solo con il reggiseno. Senza il suo intervento forse sarei morta dissanguata. Anche mio marito, però, ha fatto la sua parte».

Maria Teresa Firinu, che tra pochi giorni compirà 74 anni, è seduta sul divano della sua casa in via Ricovero a Oristano, mentre racconta la brutta avventura che ha vissuto mercoledì sera. Tra una fitta alla gamba e qualche lacrima per lo spavento che difficilmente dimenticherà.

La caduta

Erano le venti quando Maria Teresa Firinu, 76 anni, si trovava nel reparto ortofrutta di un supermercato in via Marconi in compagnia del marito Mauro Licheri, conosciuto ad Oristano perché fa parte del Gremio dei Falegnami che organizza la Sartiglia del martedì di Carnevale. All’improvviso, la pensionata è caduta a terra dopo essere inciampata in una cassetta di plastica che conteneva delle piantine di basilico. La scatola era talmente spigolosa che le ha provocato un lungo taglio alla gamba sinistra. «Mi sono ritrovata subito in una pozza di sangue - racconta la donna - Senza la pelle. Non capivo più nulla, ero spaventata, la testa iniziava a girarmi, ero circondata da tante persone».

Nel supermercato, panico totale. C’era chi chiedeva la cassetta del pronto soccorso, che però non è mai arrivata. Chi ha portato un rotolo di carta igienica per tamponare la gamba e chi i guanti utilizzati per comprare la verdura.

L’eroina che si spoglia

«Ho visto all’improvviso questa ragazza, Rita Sanna, che non ha esitato a spogliarsi per fasciare la mia gamba con i vestiti - va avanti Maria Teresa Firinu - Prima si è tolta la maglia e poi, visto che l’emorragia continuava, ha svuotato la sua borsa di tela per usare anche quella. Cercava anche di farmi sorridere nell’attesa dei soccorsi». «Più di così non posso fare, sono ormai spogliata», ha detto l'eroina alla donna mentre era a terra. Un modo per smorzare lo spavento.

Nel frattempo, anche il marito di Maria Teresa, per rendersi utile, si è tolto la maglia e la cintura per stringere il più possibile la gamba: «Per me è stato un incubo, momenti che non dimenticherò – ricorda Mauro Licheri – . Poteva andare peggio. Menomale che qualcuno da lassù ci ha mandato un aiuto. Questa ragazza ha salvato mia moglie».

I soccorsi

Poi l’arrivo del 118 e la corsa all’ospedale San Martino di Oristano. «Mi hanno cucito tutta la gamba - racconta la donna mentre la mostra - ho quasi quaranta punti. Devo stare a riposo totale per venti giorni. Ma sono viva. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se questa ragazza, sarda ma residente a Dubai, non ci fosse stata. Era il suo primo giorno di ferie con il compagno. La ringrazierò per sempre. Il Signore ha mandato lei per soccorrermi, ne sono certa. Rita non mi ha abbandonata nemmeno quando ero in ospedale. Era molto preoccupata. Persone così sono rare, molto rare. Del resto non mi conosceva».

Nei prossimi giorni Maria Teresa Firinu incontrerà la sua salvatrice: «Sarà un modo per ringraziarla ancora» conclude la donna. Con gli occhi pieni di lacrime.

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