I conti.

Manovra, spunta l’Ecobonus al 65% 

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Un contesto «complesso», con variabili come l’inflazione e i tassi che complicano le previsioni. Il sentiero della prossima manovra è tracciato, ed è improntato alla prudenza. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti svela i conti che faranno da cornice alla legge di bilancio e annuncia uno scostamento da circa 28 miliardi in due anni, ripartiti tra energia e difesa - anche se per quest’ultima lo spazio viene ridotto rispetto alle previsioni. Un messaggio agli alleati, che già scalpitano con proposte da clima pre-elettorale. Ma anche Bruxelles, che si appresta a valutare la richiesta italiana di considerare l’impatto della fiammata dei prezzi sul sentiero di spesa concordato con l’Ue. Il Documento programmatico di finanza pubblica, approvato dal consiglio dei ministri, conferma «in termini programmatici il sentiero di spesa», assicura Giorgetti, spiegando tuttavia che i numeri vengono «adeguati». C’è da considerare infatti lo spazio per la clausola di salvaguardia nazionale, pari nel 2027 allo 0,3% del Pil per le spese in energia e 0,3% per la difesa, nel 2028 ad altro 0,6% equamente ripartito. Complessivamente l’1,2% del Pil, circa 28 miliardi. Meno quindi dei 36 annunciati un mese fa dal ministro.

E intanto rispunta il vecchio Ecobonus, che potrebbe tornare con una detrazione fino al 65% per chi rende più efficiente la casa. L’ipotesi è confermata dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo ma la misura non è ancora definita: aliquote, interventi ammessi, beneficiari e limiti di spesa dovranno essere stabiliti con la legge di Bilancio.L’idea è superare il sistema sostanzialmente uniforme degli ultimi anni e premiare maggiormente i lavori capaci di produrre un effettivo risparmio energetico. Tra gli interventi che potrebbero ottenere la detrazione più alta ci sono sostituzione degli infissi, cappotti termici, pompe di calore, sistemi ibridi, solare termico, schermature e sistemi di automazione degli edifici. Allo studio c’è anche l’inclusione dei pannelli fotovoltaici.La differenza rispetto alle regole già previste per il 2027 sarebbe consistente. Senza un nuovo intervento legislativo, infatti, da gennaio la detrazione scenderà al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. Il ritorno al 65% segnerebbe quindi una netta inversione. Su 20mila euro di lavori ammessi, per esempio, il beneficio arriverebbe a 13mila euro, contro i 7.200 del 36%.

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