Ha spento cento candeline circondata dall’affetto della comunità. Giornata speciale, ieri, per Tzia Severina Piras. Nata in Francia, nei pressi di Lens, primogenita di una famiglia legata profondamente alla Sardegna. I genitori erano infatti originari di Perdasdefogu, ma sin da piccola ha vissuto a San Vito. Proprio sulle sue radici scherza, ma non troppo, il nipote Gianni, attribuendo una parte del segreto della sua longevità proprio a quelle origini foghesine. Tzia Severina aveva una sorella, morta lo scorso gennaio e un fratello. La sua è stata una vita semplice, riservata, trascorsa soprattutto in famiglia. Non si è mai sposata e ha vissuto a lungo insieme alla sorella, anche lei nubile. Per anni ha dato una mano in casa e nell’attività dei genitori, che gestivano un negozio di generi alimentari. Gli ultimi anni non sono stati facili. Dopo il periodo del Covid e, soprattutto, dopo la morte della sorella con cui aveva condiviso gran parte della vita, Severina ha accusato il peso della solitudine. Ieri Ballao si è stretta attorno a lei: alle 10.30 è stata celebrata la messa di ringraziamento da don Danilo, mentre nel pomeriggio, alle 16, è stata festeggiata dalla comunità ballaese e dai sindaci di Ballao e Sanvito, Chicco Frongia e Marco Antonio Siddi.
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