Medio Oriente.

Trump minaccia: «Accordo o dell’Iran non resterà nulla» 

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WASHINGTON. Sono ore di forte tensione sul fronte mediorientale, con i mediatori internazionali impegnati a evitare una nuova escalation tra Iran, Israele e Stati Uniti. Donald Trump ha rilanciato le minacce contro Teheran, avvertendo che, senza un rapido accordo, dell’Iran «non resterà più nulla». Il presidente americano, che nel fine settimana ha alternato riunioni alla Casa Bianca e momenti nel suo golf club, ha parlato per circa mezz’ora con il premier israeliano Benjamin Netanyahu di una possibile ripresa degli attacchi contro la Repubblica islamica. Secondo il New York Times nuovi raid sarebbero già in preparazione.

Dopo il colloquio con Trump, Netanyahu ha dichiarato che Israele è pronto «a qualsiasi scenario» ma che la decisione finale spetta a Washington, e ha convocato una riunione straordinaria con ministri e vertici della sicurezza a Gerusalemme, lasciando intendere che il rischio di un allargamento del conflitto resta concreto.

Nel frattempo, gli Emirati Arabi Uniti hanno denunciato un «attacco terroristico»: un drone «proveniente da ovest» avrebbe colpito un generatore elettrico vicino alla centrale nucleare di Barakah, nella regione di Al Dhafra, causando un incendio. Pur confermando che non vi sono stati feriti né anomalie nei livelli di radiazione, Abu Dhabi ha parlato di «pericolosa escalation» e «violazione del diritto internazionale» esprimendo preoccupazione per il rischio che installazioni nucleari civili possano diventare bersagli del conflitto. Anche il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, ha condannato l’episodio, definendo «inaccettabile» qualsiasi minaccia alla sicurezza nucleare.

Sul piano diplomatico, i ministri degli Esteri di Arabia Saudita e Qatar hanno discusso telefonicamente delle iniziative per una de-escalation, mentre Doha ha avuto colloqui anche con il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi. Il Qatar ha invitato tutte le parti a sostenere gli sforzi di mediazione e a cercare una soluzione stabile attraverso il dialogo.

Teheran, però, continua a giudicare insufficienti le aperture statunitensi. Secondo l’agenzia Fars, vicina ai pasdaran, Washington avrebbe chiesto all’Iran di consegnare 400 chili di uranio arricchito, mantenere operativo un solo sito nucleare e rinunciare a ottenere lo sblocco dei beni congelati. Condizioni che l’Iran considera inaccettabili e prive di reali concessioni in cambio. Per le autorità iraniane, gli Stati Uniti starebbero tentando di ottenere con la pressione diplomatica ciò che non sono riusciti a imporre con il conflitto.

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