Le tensioni.

Trump avverte l’Iran: «Pronti a intervenire, vicini ai manifestanti»  

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WASHINGTON. La tensione tra Stati Uniti e Iran continua a salire. Dopo che, al fianco del premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha minacciato di attaccare Teheran in caso di ripresa del suo programma nucleare o missilistico, Donald Trump ha lanciato un’altra provocazione.

Questa volta il presidente americano, che mesi fa ha ordinato uno dei più duri attacchi Usa contro le strutture nucleari dell’Iran, ha messo in guardia il regime su un possibile intervento americano in caso di violenze sui manifestanti che da una settimana protestano contro il caro vita. Un avvertimento che non è piaciuto a Teheran, che ha parlato di «linea rossa» da non superare e agitato lo spettro del caos in tutto il Medio Oriente, minacciando gli interessi Usa.

L’avviso

«Siamo pronti e determinati ad agire», ha tuonato Trump su Truth. «Se l’Iran sparerà e ucciderà i manifestanti pacifici, come è sua abitudine, gli Stati Uniti andranno in loro soccorso», ha aggiunto senza fornire altri dettagli su che tipo di operazione lancerebbe.

Almeno otto i morti in Iran in quasi sette giorni di proteste contro il peggioramento delle condizioni economiche. Due negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza a Lordegan, sud-ovest del Paese, secondo l’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars e il gruppo per i diritti umani Hengaw. Altre tre sono rimaste uccise ad Azna e una a Kouhdasht, entrambe nella zona occidentale. Un decesso segnalato a Fuladshahr, Iran centrale, un’altra vittima a Marvdasht, nel sud. Le autorità di Teheran hanno annunciato la morte di un giovane membro delle forze di sicurezza mercoledì, nella città occidentale di Kouhdasht. Per i manifestanti però la vittima sarebbe uno di loro.

Il caso

Le tensioni sono iniziate domenica, tra i commercianti di Teheran infuriati per un nuovo forte calo del rial. Martedì si sono uniti gli studenti universitari e le proteste si sono allargate ad altre città. È fra le manifestazioni più grandi in Iran da quelle del 2022 per la morte di Mahsa Amini, la giovane arrestata dalla polizia morale accusata di non indossare correttamente il velo. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto che ascolterà le «legittime richieste» dei manifestanti ma il procuratore generale, Mohammad Movahedi-Azad, ha avvertito: «Risposte decise per ogni tentativo di creare instabilità».

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