Il focus.

Truffe, nuovo business della criminalità 

Gruppi organizzati gestiscono i raggiri: una media di due vittime al giorno 

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Carabinieri e Polizia rischiano di perdere il conto: in media, al giorno, arrivano circa due denunce di persone vittime di raggiri, tra quelli tradizionali con i malviventi che agiscono in presenza e quelli, in costante aumento ed evoluzione, tecnologici e digitali. E chissà quanti rinunciano a presentare querela, magari per aver visto andare in fumo cifre non elevate. Il fenomeno delle truffe non accenna a diminuire. Anzi. Le organizzazioni criminali sembrano investire tempo e denaro in un’attività illegale molto redditizia. Spesso gli inquirenti si imbattono in veri e propri gruppi specializzati, con base operativa in Paesi dell’estero. E per le vittime, oltre al danno economico, c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: le possibile conseguenze psicologiche.

Il fenomeno
Le forze dell’ordine, Carabinieri e Polizia Postale in particolare, affrontano un nemico super organizzato, capace di cambiare pelle, aggiornarsi e utilizzare tecniche sempre diverse. Una battaglia fatta di indagini, ricostruzione di movimenti economici, conti correnti spesso all’estero, analisi tecnologiche su cellulari e pc. E recuperare quanto sottratto dai malviventi non è cosa scontata. Anzi. Per questo il lavoro degli investigatori è anche finalizzato a prevenire, attraverso l’informazione e la comunicazione, i raggiri fornendo gli elementi ai cittadini per sfuggire alle sempre più numerose trappole disseminate in ogni settore. Quando il danno è fatto però, i carabinieri del comando provinciale – in questo caso – agiscono: soltanto nelle ultime due settimane hanno denunciato per truffa sedici persone. In gran parte si tratta di residenti in varie regioni d’Italia. E i militari sono riusciti, in alcuni casi, a recuperare anche le somme illecitamente sottratte.

Le tecniche

Si è trattato spesso di raggiri telefonici o attraverso siti Internet di vendita tra privati. Si va dalla richiesta di soldi per aiutare un “finto” familiare in difficoltà alle vendite online fantasma di oggetti di valore o di affitti di case e ville inesistenti. Ci sono poi i siti Internet clone come quelli di società di noleggio auto: così la vittima, pensando di essere sulla pagina Web giusta, paga per avere una vettura che non potrà mai utilizzare e veder andare in fumo i soldi anticipati. Altra trappola è quella legata alle promesse di facili guadagni attraverso investimenti finanziari proposti da società: tutto finto e inesistente. Numerosi i casi gestiti anche dalla Polizia Postale: truffe portate a termine utilizzando la tecnologia per impossessarsi dei dati di carte di credito e bancomat, oppure per convincere le vittime a effettuare pagamenti con bonifici che poi finiscono su conti correnti esteri difficilmente rintracciabili. E poi ci sono le indagini svolte anche di recente dalla Squadra Mobile sui raggiri con la tecnica del “finto carabiniere” per ingannare e derubare soprattutto le persone anziane.

L’associazione

Anche l’Adiconsum si trova a dover fronteggiare una vera e propria emergenza. «Viaggiamo alla media di quattro segnalazioni alla settimana ricevute dai nostri uffici», sottolinea il presidente Adiconsum Cagliari, Simone Girau. «E il fenomeno è in crescita». Le truffe informatiche sono le principali: «Attraverso chiamate di finti operatori o sms e mail trappole per ottenere i dati di carte di credito o dei conti correnti online». Aumentano i raggiri basati sulla promessa di facili guadagni attraverso investimenti «grazie a piattaforme clone di quelle originali di società reali». E recuperare le somme è molto complicato. Ci sono poi, evidenzia ancora Girau, «le attivazioni di utenze di energia elettrica o telefoniche attraverso falsi documenti». Anche Adiconsum chiede a tutti la massima attenzione e organizza incontri con i cittadini in tutta l’Isola: «Solo attraverso l’informazione preventiva possiamo limitare i raggiri, coinvolgendo il maggior numero di persone».

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