Nurachi.

Tiro con l’arco a caccia di fondi 

Gli arcieri promuovono un crowdfunding per realizzare un impianto 

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Il progetto è ancora solo sulla carta, ma presto, se la generosità sarà tanta, il campo gara sarà accessibile a tutti, anche a chi è costretto su una carrozzina. Un obiettivo che vuole raggiungere l'associazione degli arcieri Annuagras, che da oltre dieci anni promuove il tiro con l'arco in un terreno del comune di Nurachi, nella zona artigianale. Questo sport, almeno per ora, qua non è per tutti, a causa dei tanti ostacoli. Per questo motivo è stata promossa una raccolta fondi con l'obiettivo di poterlo far praticare anche a chi ha problemi motori.

Un bersaglio comune

L'iniziativa dal titolo "Un bersaglio in comune" è on line sulla piattaforma "BuonaCausa.org". «Crediamo che il tiro con l'arco sia molto più di una disciplina sportiva - spiega il presidente dell'associazione, Ignazio Tiana - è un'occasione per stare all'aria aperta, migliorare il proprio benessere psicofisico, sviluppare la concentrazione, creare nuove amicizie e sentirsi parte di una comunità. Oggi, però, il nostro campo presenta delle barriere che impediscono ad alcune persone di viverlo con la stessa autonomia delle altre. Per questo motivo abbiamo progettato un percorso di miglioramento che lo renderà sempre più accessibile, eliminando gradualmente gli ostacoli che oggi limitano il pieno utilizzo degli spazi. Vogliamo fare in modo che nessuno venga escluso da un'esperienza che dovrebbe poter appartenere a tutti».

Il progetto

Chi ha realizzato il progetto lo ha fatto con cognizione di causa: la firma è di Francesca Secci, atleta in carrozzina che conosce bene il campo e le difficoltà. L'associazione, alla quale fanno parte bambini, ragazzi e adulti, ha scelto di realizzare il progetto per fasi, così che ogni traguardo si traduca in un progetto immediatamente utilizzabili da tutti». Il raggiungimento del primo obiettivo, fissato a 25 mila euro, permetterà all'associazione di realizzare percorsi accessibili, adeguare la linea di tiro, installare pedane per persone che si muovono utilizzando sedie a rotelle, collegare le principali aree del campo e realizzare i servizi igienici per tutte le necessità. Senza dimenticare i parcheggi. «Se la raccolta fondi supererà questa prima fase, proseguiremo con le successive fino a completare il progetto e rendere il campo sempre più accogliente, funzionale e accessibile - spiega il presidente dell'associazione - In realtà il nostro progetto è pensato per tutti, perché chiunque può trovarsi, stabilmente o temporaneamente, in una situazione in cui un ambiente accessibile fa la differenza. Ogni donazione che può fare qualsiasi persona o ente, grande o piccola che sia, rappresenta un passo concreto che contribuirà, eliminando un ostacolo dopo l'altro, ad avvicinarci al nostro obiettivo di creare un luogo dove nessuno debba rinunciare ad una possibilità così importante».

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