Villacidro.

Tari giù ma è emergenza discarica 

Il 44% dei cani randagi del Medio Campidano è nel territorio comunale 

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«La differenziata cresce, la Tari si abbassa: significa che siamo sulla strada giusta. Resta però aperta la questione della discarica e quindi il fenomeno del randagismo: da un’indagine dell’Asl, il 44 per cento dei cani randagi del Medio Campidano si trovano nel nostro Comune». Il sindaco di Villacidro, Federico Sollai, non nasconde le preoccupazioni legate alla discarica del Consorzio provinciale, sollevato in Aula dal consigliere di minoranza, Antonio Muscas: «Ho posto più volte la questione dei rifiuti legata alla discarica: il modulo è esaurito, da tempo si parla di attivarne uno nuovo. A che punto siamo?».

Il deposito

In Consiglio comunale la discussione sul piano economico dei rifiuti è stata superata dal dibattito dell’impianto industriale consortile gestito per moduli autorizzati, non accessibile come discarica ai privati. «Sul problema», ha detto Muscas, «siamo fortemente in ritardo. Occorre accelerare sulla tariffa puntuale adottata già da altri Comuni e rivedere il peso dei rifiuti dei centri turistici: chi paga per la maggiore quantità dei materiali prodotti? I residenti? È un’ingiustizia». Pronta la replica di Sollai: «Nella discarica, la quantità di rifiuti può essere depositata nel rispetto delle altezze previste dal progetto originario, certamente reso possibile da una gestione efficiente e ottimizzata degli accumuli». Ha ricordato che «il ruolo della struttura è all’interno del ciclo integrato regionale, contribuendo anche a garantire una risposta alle emergenze che si verificano nel corso dell’anno e che diventano evidenti durante l’estate». E poi c’è la presenza della fauna selvatica: corvi e gabbiani, per non parlare dei ratti. «Solleverò la questione in Provincia e in Regione», è stato l’impegno assunto dal vicesindaco e consigliere provinciale, Dario Piras.

I randagi

Il vero nodo della questione sono i cani: branchi che vivono nella zona, si nutrono di rifiuti, si accoppiano e si moltiplicano. «Il fenomeno del randagismo», ricorda Sollai, «è rilevante e ha conseguenze sempre più gravi, in particolare per gli allevamenti e per gli agricoltori. Per questo abbiamo presentato alla Regione un progetto sperimentale tra Comune, Asl, polizia locale, associazioni e canile: collaborare per non appesantire i costi a carico della comunità. L’appalto del canile è in scadenza, temo un nuovo servizio con costi alle stelle». Intanto il Municipio ha predisposto un piano per la sterilizzazione dei randagi direttamente negli ovili. Dai banchi della minoranza, il consigliere Marco Deidda, ha contestato il progetto: «Nei nostri ovili ci sono più cani che pecore. Se ne facciano carico i proprietari. Non trovo corretto che paghino di tasca i cittadini che già subiscono danni a causa dei cani vagabondi nel centro abitato. Pensiamo solo alle persone finite al pronto soccorso, aggredite in strada da questi animali».

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