Il caso.

Stadio, corsa sul filo di lana per Euro ‘32 

Il bando per il nuovo impianto ancora non c’è, la Figc chiude i dossier martedì 

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Tre giorni per non perdere il treno degli Europei. La corsa del nuovo stadio entra nella settimana decisiva: entro martedì la Figc dovrà chiudere la verifica delle candidature e Cagliari deve presentarsi all’appuntamento con tutte le carte in regola. La più importante è quella che ancora manca: la pubblicazione del bando internazionale per il nuovo stadio. Il tempo ormai si misura in giorni, quasi in ore. Eppure da Palazzo Bacaredda filtra ottimismo. Non c’è nessuna ufficialità, e in questo momento non potrebbe esserci d’altronde, ma in molti scommettono che Cagliari sia già su quel treno. Certo, la verifica del progetto ha richiesto più tempo del previsto, perché sono stati tanti i rilievi mossi dalla società di verificazione, e questo ha fatto slittare ancora una volta il calendario. Ma il lavoro sarebbe praticamente finito. Salvo imprevisti dell’ultima ora, infatti, in Comune c’è la convinzione che Cagliari riuscirà a superare anche questo passaggio e pubblicare martedì il bando, restando così in corsa per gli Europei del 2032.

Le scelte

Una fiducia che sembra trovare conferma anche nelle mosse del Comune. Mentre si attende il bando, l’amministrazione avrebbe inviato al presidente della Figc Giovanni Malagò una lettera con cui avanzerebbe la propria candidatura per ospitare uno degli appuntamenti legati agli Europei, il sorteggio, nel 2031, da svolgersi in un luogo fortemente simbolico: l’Anfiteatro Romano. Difficile immaginare una candidatura proiettata tra il 2031 e il 2032 se si ritenesse ormai compromessa la corsa verso gli europei. Non è naturalmente una garanzia assoluta sull’esito delle verifiche, ma fotografa il clima che si respira: la quasi certezza di essere pienamente in partita.

La concorrenza

Cagliari, del resto, è già formalmente tra le città che hanno presentato la propria documentazione. Alla scadenza del 31 luglio la Figc aveva ricevuto dossier da tredici città per sedici stadi: insieme al capoluogo isolano, ci sono Bari, Bologna, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Cagliari, del resto, è già formalmente tra le città che hanno presentato la propria documentazione. E rispetto a città che devono costruire o ristrutturare con un project financing (Palermo), Cagliari è messa meglio. La selezione sarà durissima e il passaggio di questi giorni non assegnerà ancora a Cagliari una partita degli Europei. Prima occorrerà entrare nel gruppo dei dossier considerati conformi, poi arriveranno le verifiche della Uefa e infine la scelta delle cinque sedi italiane (che ospiteranno la manifestazione insieme alla Turchia). Ma per continuare a correre bisogna prima salire su quel treno.

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