Nuoro, capoluogo di provincia, si ritrova oggi con appena due campi pubblici realmente utilizzabili per il calcio: lo stadio Frogheri, impiegato di fatto quasi esclusivamente per le gare ufficiali della Nuorese, e il complesso della Solitudine, con il sintetico e la terra battuta chiamati a sostenere un carico che altrove verrebbe distribuito su ben altre strutture. Tutto il resto è fermo, chiuso, inagibile o semplicemente abbandonato.
Dramma impianti
Eppure il movimento c’è. Sei società, decine di squadre tra attività di base e campionati dilettantistici, centinaia di ragazzi che ogni settimana cercano uno spazio dove allenarsi e giocare. Un piccolo esercito composto da atleti, tecnici, dirigenti e famiglie che ruota attorno a due soli impianti pubblici per mille persone. Non è sempre stato così. Solo pochi anni fa le realtà calcistiche cittadine erano più numerose, il tessuto associativo più ampio. Con il tempo, però, le società si sono assottigliate. Non per mancanza di passione o di iscritti, ma perché è diventato sempre più difficile trovare uno spazio dove operare con continuità e dignità. Senza campi, programmare diventa un’impresa. E non solo nel calcio.
Campi chiusi
L’elenco delle strutture fuori uso è lungo. Badu’e Carros, ristrutturato con fondi pubblici (oltre 1 milione di euro) e oggi a rischio di diventare off-limits per via della destinazione del carecere nuorese ai detenuti in regime di 41 bis. L’ex Csen di viale Costituzione, è già qualcosa da almanacco: le ruspe sono in azione per dare spazio a un supermercato. Città Giardino, chiuso nei giorni scorsi con un’ordinanza comunale per una recinzione divelta a bordo campo. Il Coni di via Montale affonda al centro, aperta solo la pista. A Farcana, l’ex impianto da calcio è abbandonato da decenni; Sa ’e Sulis, un’incompiuta. Soldi pubblici, gradinate coperte, inutilizzabile. A Prato Sardo il campo dell’ex Istituto professionale, abbandonato. Il campo dell’ex Artiglieria è inutilizzabile da decenni. E tra gli utilizzabili, spunta un campo: il Picconi Stadium. Ovviamente privato. Tra gli impianti pubblici, per alcuni si parla di lavori mai conclusi, per altri di bandi che ne impediscono l’utilizzo, per altri ancora semplicemente di silenzio. Il caso è esploso dopo la clamorosa protesta della Nuorese, e cui si è aggiunto il dramma della Polisport Nuoro, costretta a lasciare il proprio riferimento storico e oggi con un settore giovanile imponente che deve letteralmente incastrare allenamenti e partite. La società viene ospitata di volta in volta, così come le giovanili della Nuorese: si trovano spazi dove possibile, anche grazie alla disponibilità della Puri e Forti.
Senza programmazione
Intanto alla Solitudine si gioca a incastri: squadre da ospitare, partite concentrate nella stessa giornata, anche 4, allenamenti spalmati dall’alba alla sera. L’Atletico Nuoro porta avanti l’attività di base e i giovanissimi regionali. La Nuorese tiene alta la bandiera cittadina tra Eccellenza e settore giovanile. Sadosan e Santu Predu completano un quadro che, numeri alla mano, racconta un movimento tutt’altro che marginale. E dopo la Nuorese, anche Raffaele Lai, presidente della Puri e Forti ammette: «Noi, coi campi della Solitudine ci stiamo barcamenando ogni settimana per garantire allenamenti e partite a tutte le altre società. Finché c’è spazio andiamo incontro alle esigenze di tutti, ma la carenza è evidente». Parole che fotografano una realtà fatta di turni serrati e soluzioni tampone.
Il paradosso
Il paradosso è che le potenzialità non mancherebbero. Anche il capitolo calcio a 5 racconta la stessa storia: diversi campi parrocchiali chiusi o destinati ad altri usi, come parcheggi. Un’unica struttura (la Polivalente) realmente disponibile e già condivisa con società del territorio. Un collo di bottiglia che finisce per frenare la crescita dell’intero movimento. I campi chiudono, il disagio giovanile cresce, e i bar si riempiono di minorenni, la città invece di supermercati.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
