Il focus

A marzo addio ai gettonisti: emergenza al pronto soccorso 

Manca il personale, solo 8 medici negli ospedali della Gallura 

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«Siamo stanchi, demoralizzati, non ce la facciamo più. E adesso arriva il peggio. Non abbiamo mai vissuto una situazione come questa»: poche parole di uno specialista dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, lo sfogo di un medico che ha paura di leggere i turni di servizio del suo reparto. La sanità gallurese è alla deriva e ogni giorno va peggio. A ottobre dell’anno scorso una delegazione di medici del nord est si era presentata negli uffici dell’assessorato regionale alla Sanità lanciando l’allarme, segnalando che la storia dei “gettonisti” dei Pronto soccorso è finita, che non è più possibile prorogare i contratti. Gli specialisti avevano ragione, il nodo è arrivato al pettine, il 28 febbraio si concludono i primi rapporti di lavoro non prorogabili. Mancheranno due medici per turno a Olbia e Tempio, personale sanitario che garantiva le prestazioni per i “codici minori”, ossia gli interventi meno gravi. Le schede dei turni di servizio per i primi giorni di marzo hanno già i primi “buchi”. Ma è solo l’inizio della “slavina”. Infatti, stando ai calcoli che in queste ore vengono fatti nei Pronto soccorso di Olbia e Tempio, senza contromisure si arriverà al 30 giugno senza gli specialisti a gettone anche per i codici rossi. E così i tre reparti d’urgenza della Gallura saranno affidati a otto medici, due a Tempio, tre a Olbia e tre a La Maddalena.

La paura

Gli specialisti dell’emergenza stanno pensando a che cosa succederà la prossima estate. La trincea è il Pronto soccorso di Olbia, un presidio con una media di circa 200 accessi al giorno. Chi fronteggerà l’assalto estivo al Giovanni Paolo II. Già oggi, con i gettonisti in servizio, gli specialisti “strutturati” si accollano turni su turni, sino a 70 ore di lavoro alla settimana. Il Pronto soccorso di Tempio nelle settimane scorse ha chiuso i battenti per qualche ora, la Asl 2 è stata costretta a sospendere le prestazioni per mancanza di personale. È questo lo scenario che si prospetta per i prossimi mesi. Domani mattina i dirigenti delle sigle sindacali confederali, Cgil Fp e Uil, saranno davanti alla prefetta di Sassari, Grazia La Fauci, per denunciare la condizione drammatica della sanità gallurese. I sindacati chiedono un confronto con l’Asl e annunciano un pacchetto di giornate di sciopero. Cgil e Uil denunciano la «grave condizione in cui versa il Pronto soccorso di Olbia, congestionato per la chiusura di fatto del Pronto «occorso di Tempio, che spesso non è neanche nelle condizioni di offrire un servizio minimo sufficiente in termini di assistenza e cura, non avendo garantiti, nelle 24 ore, i servizi a supporto della diagnosi quali radiologia e laboratorio analisi». Ma si parla anche della «grave situazione dei servizi territoriali di salute mentale del distretto, il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura del Giovanni Paolo II è stato chiuso».

Senza dirigenti

La situazione che eredita il nuovo direttore generale della Asl di Olbia, Antonio Irione, è drammatica. Nei corridoi dell’azienda sanitaria gallurese molti hanno dubbi sul fatto che Irione accetti l’incarico, visto il quadro generale. Dice la segretaria territoriale Cgil Fp Jessica Cardia: «Non conosciamo Irione, siamo pronti al confronto con il nuovo direttore. Una cosa è certa, deve agire subito, non c’è più tempo». Paolo Dettori, segretario provinciale Cgil Fp aggiunge: «Abbiamo sollecitato la nomina e adesso è arrivata. Non c’è più tempo da perdere, in gioco è la tenuta del sistema ospedaliero non solo della Gallura, da del Nord Sardegna».

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