La lettera.

Crisi Neurochirurgia: «Tutto sulle spalle del Brotzu» 

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«La rete di Neurochirurgia regionale è in emergenza e rischia di compromettere i livelli essenziali di assistenza (Lea) a causa della carenza cronica di personale, soprattutto nei presidi medici nel centro-nord Sardegna». Lo denuncia Uil Fpl, attraverso Giovanni Pinna, il coordinatore regionale della dirigenza sanitaria che ha inviato una lettera alla presidente Alessandra Todde, al dg dell’assessorato Sanità, Thomas Schael, e ai direttori generali di Arnas Brotzu, Asl di Sassari e di Nuoro.

«Oggi l'assistenza neurochirurgica nel Centro e nel Nord Sardegna è garantita quasi esclusivamente dai professionisti dell’Arnas Brotzu, impegnati in circa 80 guardie notturne mensili su tutto il territorio regionale e devono coprire pure 60 ore settimanali a Sassari e altrettante a Nuoro». Secondo Pinna, «tale modello non è più sostenibile nel lungo periodo». Per la Uil Fpl «i concorsi banditi negli ultimi anni dalle Asl 1 e 3 non hanno migliorato la situazione a causa della totale assenza di candidati disponibili all'assunzione in tali sedi. Al contrario, all'Arnas Brotzu permane un interesse concreto da parte dei professionisti, ma non viene sfruttato per assenza di bandi, nonostante sia necessario un potenziamento anche di questa sede, sostituendo subito le due unità andate in quiescenza». Il sindacalista fa notare che «proprio a causa del troppo lavoro e del mancato turnover, al Brotzu si registra la chiusura costante della seconda sala operatoria». Ciò provoca «liste d’attesa inaccettabili con ritardi di anni per le cure della colonna vertebrale e di mesi per le patologie neoplastiche cerebrali».

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