Bosa.

Settimana Santa fra riti e fede 

Oggi in processione il crocifisso restaurato. Confraternita protagonista 

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Con la benedizione delle palme domenica sono entrati nel vivo anche a Bosa i riti della Settimana Santa, vissuta con devozione grazie all’impegno delle tre parrocchie, della confraternita di Santa Croce e dell’associazione Coro città di Bosa. Celebrazioni che non si limitano a un insieme di liturgie, ma diventano un viaggio collettivo attraverso fede, emozioni e memoria.

I riti

Un ruolo centrale è svolto dalla confraternita, composta da una trentina di membri e ricostituita quarant’anni fa. Il priore Giovanni Battista Marongiu sottolinea il loro ruolo. «Il nostro impegno è costante durante tutte le processioni e celebrazioni dell’anno - afferma - ma diventa particolarmente intenso nel corso della Settimana Santa. I riti non solo resistono ma rappresentano un’eredità che continua a vivere, anno dopo anno». Tra i momenti più attesi quello in programma domani alle 20: il canto dello Stabat Mater nella chiesa del Carmelo. Giovedì, dopo la messa in Coena Domini, inizierà la tradizionale visita agli altari della reposizione, sas Chilcas, accompagnata dai canti del coro di Bosa. Venerdì Santo alle 11 la Via Crucis partirà dal Carmelo per culminare alle 12 con s’Incravamentu in Concattedrale. Alle 17 l’azione liturgica e, a seguire, una delle processioni più partecipate: dal Carmelo il corteo accompagnerà il Cristo verso la Concattedrale. Alle 20 si terranno s’Iscravamentu e la processione con il Cristo morto. Sabato Santo sarà celebrata la veglia pasquale nella Concattedrale, a Stella Maris e nella chiesa del Sacro Cuore. Domenica, giorno di Pasqua, alle 10.30 in piazza Fontana, si svolgerà s’Incontru con le statue del Risorto e della Madonna che si incontrano prima della messa solenne delle 11.

Il crocifisso

A dare maggiore solennità ai riti di quest’anno c’è la conclusione del restauro del Cristo crocifisso, custodito nella chiesa di Santa Croce, pregevole manufatto risalente alla seconda metà del XVII secolo. L’intervento, realizzato dalla diocesi sotto la direzione della Soprintendenza di Cagliari, restituisce alla comunità un’opera di straordinario valore storico, artistico e devozionale. Il crocifisso è profondamente radicato nella tradizione bosana: ogni anno, nel martedì santo, viene portato in processione durante i suggestivi riti dei Misteri, una tradizione che in Sardegna sopravvive solo in pochi centri, tra cui Bosa. Il restauro conferma l’importanza di investire nella tutela del patrimonio culturale, memoria viva dell’identità collettiva e delle tradizioni che uniscono la comunità. L’amministrazione comunale esprime gratitudine a tutti i soggetti coinvolti per l’impegno, essenziale per la salvaguardia di beni che appartengono all’intera collettività.

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