La campagna referendaria ha rallentato gli incontri. Per ora, la Quarta commissione presieduta da Roberto Li Gioi (M5S) e la Quinta, guidata da Antonio Solinas (Pd) hanno audito in seduta congiunta soltanto i comitati, cioè i portatori di interesse della Pratobello 24, a cominciare dal proponente, Pasquale Mereu. Ora dovrebbero riprendere gli incontri con ambientalisti e costituzionalisti, per capire fino a che punto la proposta di legge di iniziativa popolare potrà essere adottata ed essere portata in Consiglio. Non si sa quando ripartiranno le convocazioni: «Di sicuro a breve», ha detto ieri Antonio Solinas, presidente della Quinta commissione, quella che si occupa di energia. «L’obiettivo comune è quello di addivenire a una proposta che accontenti entrambe le parti, perché l'obiettivo deve essere chiudere una legge di garanzia dal punto di vista ambientale ed energetico». E ancora: «La Giunta sta predisponendo un disegno di legge in sostituzione della legge 20, cassata dalla Consulta. Tenuto conto di quelle che sono state le osservazioni nell'annullamento, il Consiglio regionale sarà chiamato ad approvare una nuova norma. Valuteremo se ci sono le condizioni per arrivare in Aula con un'unica proposta oppure attraverso due percorsi separati». Sempre secondo Solinas, «il fatto che la Consulta abbia bocciato la legge 20 ci costringe a riscrivere una legge che sia in linea con le osservazioni della Corte Costituzionale. Siamo aperti a ogni soluzione», è la conclusione: «l'importante è arrivare quanto prima a una proposta condivisa».
Sulla Pratobello 24 prende posizione anche il direttore di Anci Sardegna Umberto Oppus. «Quando oltre 210mila sardi firmano una proposta di legge, la politica deve ascoltare e assumersi le proprie responsabilità. Anci ha sostenuto le ragioni della Pratobello perché i Comuni, oltre ad essere testimoni diretti, sono spesso e volentieri impotenti rispetto all'assalto da parte di aziende e società a una Sardegna senza norme di tutela adeguata. Anci non mette in discussione la transizione energetica, ritenuta necessaria, ma rivendica un corretto e rispettoso governo del territorio».
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