Contro il piano di dimensionamento, che sancisce l’addio alla propria autonomia scolastica, Ilbono e Tertenia ricorrono alle carte bollate. Il legale incaricato dalle due amministrazioni, Matteo Stochino, ha depositato nei giorni scorsi un doppio ricorso che il Tar comincerà a trattare nell’udienza camerale già fissata per il prossimo 15 aprile.
Dalle parole ai fatti
Dopo i giorni delle proteste formali, delle rivendicazioni politiche e della manifestazione di piazza che ha visto migliaia di persone sfilare in corteo a Tertenia, ora è battaglia legale. I ricorsi sono due, il filo conduttore uno. E va al di là dei singoli casi. Chiedendo l’annullamento e la sospensione del piano di dimensionamento, le amministrazioni dei due centri ogliastrini «non contestano il numero complessivo delle autonomie da ridurre, stabilito a livello statale», spiega l’avvocato Stochino, «ma il modo in cui sono state individuate le scuole da sopprimere».
Il tema
Il primo orientamento regionale, secondo il legale dei due enti, è stato letteralmente sovvertito. «Il punto centrale, come emerge chiaramente dagli atti, è che la Regione aveva già fissato criteri precisi nelle proprie linee guida, assumendo un vero e proprio autovincolo. Quei criteri indicavano una direzione chiara: intervenire prima sugli assetti organizzativi meno coerenti con il modello ordinario del sistema scolastico e, soprattutto, evitare di colpire i territori più fragili quando esistono alternative meno impattanti».
Il procedimento regionale, è l’osservazione che si evince dai ricorsi, si era sviluppato in questa direzione, «con la Giunta – ricorda il legale – che aveva definito il quadro dei criteri, raccolto le proposte territoriali e costruito un percorso istruttorio coerente. Quel percorso, però, non si è concluso, determinando l’intervento sostitutivo dello Stato e la nomina del commissario ad acta. Ed è proprio in questo passaggio che, rilevano Ilbono e Tertenia, si consuma lo scostamento decisivo».
La contestazione
Con la Regione fuori gioco, il commissario, «chiamato a chiudere un procedimento già incardinato su criteri chiari e su un’istruttoria avanzata», avrebbe cambiato registro e «operato scelte non pienamente coerenti con quel percorso, senza una motivazione adeguata rispetto alle risultanze già emerse». Per i Comuni il punto è netto. «Il potere commissariale – questo il succo del discorso – doveva muoversi dentro il perimetro tracciato dalla Regione, non ridefinirlo».
Lotta condivisa
I sindaci di Ilbono e Tertenia, Giampietro Murru e Giulio Murgia, con le rispettive amministrazioni e il pieno sostegno dei cittadini, confidano nei giudici amministrativi auspicando di poter cancellare un provvedimento lesivo dei territori e dei Comuni più marginali, che vedono la scuola intesa non solo come realtà didattica ma anche come presidio dello Stato nei paesi.
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