Monserrato.

Scontro sul “tesoretto” da 10 milioni 

Avanzo da capogiro e zero mutui, l’opposizione: «Ma i soldi vanno spesi» 

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Dieci milioni di euro liberi da spendere, un avanzo da capogiro e zero mutui sui cittadini. La radiografia dei conti del Comune di Monserrato parla la lingua dell’abbondanza, ma in Aula il bilancio consuntivo si trasforma in uno scontro incandescente. Al centro del contendere c’è l’approvazione del rendiconto 2025: la maggioranza si compatta con 12 voti favorevoli, superando i 7 no dell’opposizione e aprendo un dibattito acceso focalizzato proprio sul tesoretto svincolato.

I dati

I numeri contabili descrivono una solidità imponente.Il risultato d’amministrazione complessivo tocca i 38 milioni di euro, sostenuto da un fondo cassa 2025 di 41 milioni. Nel dettaglio delle cifre spiccano i 10 milioni di euro liberi, 15 milioni accantonati (con 13 milioni per crediti di dubbia esigibilità), 9 vincolati e 4 destinati a investimenti.Altro dato chiave è l’azzeramento dei mutui attivi, oltre a 185 mila euro di debiti fuori bilancio riconosciuti. «Un atto di trasparenza – sottolinea il consigliere Nicola Mereu di Monserrato Libera – che dimostra la virtuosità dei conti e ci ridà piena capacità di credito e di manovra strategica sul territorio».

È proprio sui tempi di approvazione e sui 10 milioni liberi che la seduta si infiamma.Il sindaco Tomaso Locci rivendica il cambio di passo: «Siamo forse i primi a portare il rendiconto a luglio, mentre solitamente veniva presentato a ottobre. Questo fa capire l’ottimo lavoro negli uffici. I 10 milioni liberi garantiscono la cassa, ma vorrei ricordare che stiamo spendendo tantissimo: tra risorse comunali, Pnrr e fondi regionali reinvestiamo sul territorio tra i 10 e i 15 milioni di euro all’anno».

Lo scontro

Parole contestate dalla minoranza, che legge nei numeri un ritardo nella spesa. Per Efisio Sanna (Gruppo Misto) le risorse ferme nascondono una paralisi: «I soldi entrano nel tunnel dei lavori pubblici e non escono mai, restando bloccati per decenni. Il documento è ben fatto, ma a cosa servono le spese se i cittadini non vedono le opere?». Sulla stessa linea Franca Cicotto (Adesso Sardegna) che fuori dall’aula ha affermato: «Un’amministrazione virtuosa spende tutto quello che ha: se i milioni restano in pancia al bilancio, significa che i progetti non sono andati in porto».Secca la replica finale del primo cittadino: «Spendere tutti i soldi pubblici non è una cosa facile come vuol far credere l’opposizione. Noi riusciamo a impegnare cifre ben superiori rispetto al passato e questi denari si traducono in impatti reali su urbanistica, arredo urbano e occupazione. È ricchezza vera che restituiamo alla nostra comunità».

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