Appello per un detenuto palestinese a Bancali: «La sua vita è a rischio»
La famiglia e alcune associazioni chiedono cure e assistenza per Riyad Al-Bustanji, in carcere con l’accusa di aver raccolto fondi per Hamas: «Soffre di diverse patologie»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«La vita di Riyad Al-Bustanji è a rischio perché in cella non riceve le cure necessarie».
L'appello arriva dalla famiglia e da diverse associazioni per salvare la vita di un detenuto palestinese di 60 anni, autorità religiosa islamica accusato di avere raccolto fondi a favore di Hamas, rinchiuso nella sezione Alta Sicurezza 2 del carcere sassarese di Bancali.
Secondo quanto dichiarano in una nota le associazioni Culleziu contra a la Gherra, Giovani Palestinesi Sardegna e Amicizia Sardegna-Palestina, Riyad Al-Bustanji soffre di diverse patologie. «Nella sua detenzione a Bancali è sottoposto a gravi negligenze che mettono a rischio la sua vita, la sua salute e i suoi diritti - scrivono - Soffre di frequenti crisi diabetiche e non riceve tempestivamente il cibo o i farmaci necessari, nonostante la sua condizione clinica non consenta alcun ritardo o omissione».
«Inoltre è affetto da una patologia prostatica e non sta ricevendo il trattamento medico necessario, con il conseguente rischio di gravi complicazioni - concludono le associazioni - Pretendiamo che Riyad Al-Bustanji abbia immediato accesso alle cure mediche, a un'alimentazione adeguata, al diritto di comunicare con i propri familiari e a condizioni di detenzione che rispettino le sue necessità».
(Unioneonline)
