Le reazioni.

Salvini: via chi delinque  Tajani: El Koudri è italiano La città scende in piazza 

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Roma. Dopo i gravi fatti di Modena si intrecciano reazioni istituzionali, politiche e sociali, mentre la città risponde con una forte mobilitazione collettiva e il dibattito politico nazionale si accende su sicurezza, immigrazione e disagio mentale.

Sul piano politico, il vicepremier Matteo Salvini rilancia la proposta di revocare il permesso di soggiorno ed espellere chi commette reati gravi, innescando un acceso confronto dentro la maggioranza. La Lega insiste su una linea dura, mentre Carlo Calenda accusa il leader leghista di «sciacallaggio». Dall’interno del governo arrivano però distinzioni: Antonio Tajani (Forza Italia) precisa che il caso riguarda un cittadino italiano, nato e cresciuto in Italia, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi invita a non confondere il tema delle espulsioni con il singolo episodio, legato anche a una situazione di disagio psichiatrico.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni mantiene inizialmente una posizione defilata sul piano politico.

La discussione

Nel frattempo, il dibattito nella maggioranza si amplia e si concentra soprattutto sul tema della sicurezza e delle responsabilità nella gestione dei casi di fragilità e marginalità, con posizioni differenti tra le forze di maggioranza e opposizione su prevenzione, controllo del territorio e strumenti normativi. Se da un lato la Lega propone una sorta di “patente a punti” per chi delinque e rilancia il tema delle seconde generazioni e dell’integrazione, dall’altro Fratelli d’Italia pone l’accento sul ruolo dei servizi sociali e sul possibile fallimento della presa in carico dei soggetti fragili da parte delle strutture territoriali e alle possibili criticità del sistema di assistenza.

La mobilitazione

Intanto Modena reagisce con una forte mobilitazione civile: migliaia di persone hanno riempito piazza Grande, rispondendo all’appello del sindaco Massimo Mezzetti per un presidio di solidarietà dopo il sabato di terrore. In piazza anche i presidenti della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e della Provincia Fabio Braglia e numerosi sindaci del territorio. Mezzetti ha parlato di un “abbraccio collettivo” come risposta alla violenza e alla paura, sottolineando la necessità di coesione sociale contro chi tenta di dividere e seminare odio. La piazza ha accolto con un lungo applauso anche i cittadini che hanno fermato l’aggressore, indicati dal sindaco come esempio di coraggio e senso civico da seguire per reagire alla violenza.

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