«Non potete capire il dolore che ho provato, mi sono fatta un pianto disperato. Poi mi è salita una rabbia: non voglio pensare cosa sarebbe successo se avessi beccato chi ha rubato i fiori di mia figlia. Nel cimitero di San Michele manca la vigilanza tra le tombe, questi furti avvengono perché nessuno controlla». Ieri Rita Ibba, 60 anni, era un fiume in piena, un misto di rabbia e lacrime: in mattinata ha scoperto che qualcuno aveva rovinato la composizione floreale che aveva messo qualche ora prima sulla tomba della figlia, morta quattro mesi fa ad appena 26 anni. Il mazzo che si trovava nei loculi del quarto piano è stato deturpato e circa la metà dei fiori portata via. Si tratta dell’ennesimo furto di fiori registrato in cimitero.
La disperazione
«Non c’è rispetto per chi soffre e per i sacrifici che facciamo», prosegue la signora, commentando il furto subito dalla tomba della figlia. Per terra è rimasta qualche foglia, ma metà dei fiori rossi che la sua famiglia ha comprato per commemorare la giovane sono spariti. «Lo scriva che è un’indecenza», chiarisce la donna, «quando sono andata io il mazzo era perfetto, poi mi ha chiamato il compagno di mia figlia e mi ha detto che era tutto rovinato. Ma non è stato il vento. Mi hanno distrutto la composizione, fatta fare con sacrifici. Mi è venuto un dolore enorme, ma come si permettono?». Non è la prima volta che nel grande cimitero comunale si registrano furti: talvolta fiori, altre volte vasetti o decori. E dietro ogni tomba che viene presa di mira, esplode il dolore dei parenti. «Perché non mettono telecamere?», si chiede la donna, «rubare i fiori dal quarto livello non è nemmeno semplice: devono salire con la scala per farlo». La ragazza è morta da appena quattro mesi, un mese dopo aver dato alla luce il suo ultimo figlio e la famiglia è ancora sconvolta.
Furti e polemiche
La piaga dei furti in cimitero, pur numeri che nel corso degli anni si sono ridotti, purtroppo non si è mai interrotta. In tanti denunciano che i fiori sistemati nelle lapidi dei propri cari vengono spesso portati via, così come piccoli oggetti, ma nonostante le proteste non è stato quasi mai possibile scoprire chi fosse stato. E ora la polemica è tornata a infiammarsi.
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