Indagini.

Per le foto bruciate in piazza ci sono i primi tre identificati 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Ci sono i primi tre identificati per i cartelli raffiguranti la premier Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e bruciati durante il corteo romano per il No al referendum e contro la guerra: due provenivano da Padova e uno da Napoli. Proseguono le indagini per identificare gli altri responsabili.

La prima immagine raffigurava la premier mentre teneva al guinzaglio, con tanto di museruola, il ministro della Giustizia; la seconda rappresentava la stretta di mano tra Meloni e Netanyahu.

«Il fatto che qualcuno ritenga legittimo bruciare in piazza le immagini del presidente del Consiglio e del ministro della Giustizia è la naturale conseguenza di un clima d’odio che la sinistra, priva di argomenti di merito sulla riforma della giustizia, sta alimentando da tempo». Lo dichiara Wanda Ferro (FdI), sottosegretaria all'Interno.

«Da settimane - sostiene - assistiamo a una campagna costruita su falsità e paure del tutto infondate, con l’unico obiettivo di delegittimare il Governo e colpire la presidente Meloni. Invece di confrontarsi seriamente sui contenuti della riforma, i rappresentanti della sinistra preferiscono alzare i toni, alimentare tensioni e cercare consenso spicciolo, rinunciando all'occasione storica di sostenere un processo di riforma della giustizia che per anni è stato presente nei loro programmi ma che non hanno mai avuto la forza, e il coraggio, di portare fino in fondo».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI