Regione

Province e Città metropolitane, tutta l’Aula per l’elezione diretta 

Proposta di modifica dello Statuto: ora serve l’ok del Parlamento 

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La Regione vuole fare un passo indietro di dodici anni, a quando i cittadini potevano ancora scegliersi il presidente della Provincia. Nel 2014, infatti, la legge Delrio introdusse elezioni di secondo livello. Ieri l’Aula ha approvato all’unanimità una proposta di legge nazionale di rango costituzionale per ritornare al suffragio universale. In che modo? Introducendo una integrazione dell'articolo 43 dello Statuto speciale che già prevede la possibilità di modificare con legge regionale le funzioni degli enti intermedi. A questo il Consiglio regionale chiede di aggiungere la possibilità di disciplinare l'elezione diretta degli organi di governo elettivi degli enti di area vasta. Si tratta di una strada già percorsa, con successo, dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

Relazioni

«Confidiamo che la nostra proposta abbia ugualmente buon esito - ha spiegato il relatore di maggioranza Salvatore Corrias (Pd) - non possiamo andare avanti con elezioni di secondo livello che non offrono una visione d’insieme dei territori e della legislazione popolare diretta». «Ho sempre chiesto alla maggioranza di non fare le cose affrettate, ma di farle per bene, e questo sembra un testo abbastanza ben costruito, quindi speriamo il Governo non avrà nulla da eccepire», ha detto il relatore di minoranza Angelo Cocciu (FI).

Per il capogruppo del Pd Roberto Deriu «l’ultimo referendum che si è tenuto in Sardegna, e cioè quello costituzionale, ha sancito il mantenimento in Costituzione delle Province e quindi a grande maggioranza i cittadini hanno riproposto le province come livello di governo necessario della Repubblica, è necessario quindi che i cittadini scelgano da chi essere governati».

Minoranza divisa

Il centrodestra ha votato a favore ma non sono mancati distinguo anche pesanti. Come quelli di Fratelli d’Italia. Il capogruppo Paolo Truzzu ha ribadito il voto a favore da parte del partito. Tuttavia, ha spiegato, «non credo che cambierà molto il destino delle province e delle città metropolitane perché la legge Delrio è legge di grande riforma economico sociale e non è detto che l’escamotage della modifica dello Statuto sia sufficiente ad arrivare al risultato dell’elezione diretta». Quindi: «Voterò a favore ma questa proposta di legge è chiaramente illegittima sotto il profilo costituzionale». La risposta a Truzzu è arrivata all’interno della stessa coalizione. Antonello Peru (Sardegna al Centro 20Venti) ha contestato la posizione di FdI, giudicando contraddittorio sostenere il provvedimento ma al tempo stesso manifestare dubbi sulla sua effettiva praticabilità. In particolare ha insistito sulla necessita di una battaglia comune, ribadendo che non si può continuare con enti di secondo livello «perché i cittadini sardi non sono cittadini di secondo livello». E ha ricordato che esiste una volontà nazionale favorevole all'elezione diretta negli enti intermedi, ma che tuttavia continua a essere rinviata per ragioni di opportunità politica ed elettorale.

La Giunta

Per l’assessore agli Enti locali, Francesco Spanedda, «questo intervento restituisce centralità ai cittadini e rafforza il legame democratico tra istituzioni e comunità locali. Dopo anni di enti depotenziati e privi di piena legittimazione popolare, si apre la strada a un sistema più rappresentativo». ( ro. mu. )

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