Villaputzu.

Poste, venerdì arriva il camper mobile 

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Battaglia vinta. La durissima presa di posizione del nuovo sindaco di Villaputzu Pierpaolo Piu, e le proteste di un’intera comunità, hanno portato i loro frutti: da venerdì, o al massimo da sabato, ci sarà anche nel paese un ufficio postale mobile in sostituzione della sede centrale chiusa per lavori. Un servizio che Poste Italiane non aveva previsto. O meglio, avevano invitato i cittadini di Villaputzu a recarsi a Muravera per la durata dei lavori (trenta giorni). Scelta incomprensibile dal momento che negli altri Comuni, durante le riqualificazioni, era stata messa a disposizione una postazione mobile mentre a Villaputzu, col ponte chiuso da quasi tre anni e un guado sterrato come unico collegamento, non era stata prevista.

«Tutta la situazione che si era venuta a creare», ha sottolineato il primo cittadino, «non era normale. Intanto la notizia della chiusura totale è pervenuta appena due giorni prima delle elezioni e dunque le istituzioni non hanno avuto modo di potersi muovere. Mi sono ritrovato la nota sul tavolo e, oltre ad aver scritto alle Poste, ho subito chiesto l’intervento del Prefetto con una lettera molto chiara». Una lettera dove Piu ha espresso, «la più totale opposizione in merito alla decisione unilaterale di Poste Italiane», anche per le modalità e le tempistiche di un provvedimento, «gravemente lesivo dei diritti dei cittadini e del tutto irrispettose del contesto locale». Il riferimento è al ponte chiuso e alle criticità del guado, e cioè il paese potrebbe restare isolato e la chiusura delle Poste configurerebbe l’interruzione di un pubblico servizio.

Poste Italiane ha risposto spiegando che avrebbe accelerato i tempi dei lavori per far sì che i cittadini potessero ritirare a Villaputzu le pensioni di luglio. Ieri la retromarcia: «Manderanno un ufficio mobile da Roma. Ringrazio il Prefetto e tutte le istituzioni che hanno spinto per una soluzione di buon senso. Un grazie alla fine anche alle Poste, l’intento comune deve essere quello di ridurre i disagi ai cittadini».Sempre le Poste, in risposta al sindaco Piu, avevano detto che c’era stata una interlocuzione lo scorso 27 maggio con la precedente amministrazione durante la quale si sarebbe ventilata l’opzione di Muravera. Circostanza smentita dall’ex sindaco Sandro Porcu: «Nel corso di una breve telefonata mi avevano assicurato che durante i lavori avrebbero garantito i servizi senza precisare come e dove. Solo il 5 giugno, a 36 ore dalle elezioni, hanno inviato la comunicazione formale. Inammissibile».Lunedì è intervenuto il presidente della commissione Poste e Telecomunicazioni della Camera Salvatore Deidda (Fdi). Ieri la svolta.

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