Da fenomeno nato sul web, con origini in Russia e una diffusione in tutto il mondo che prende sempre più piede in Europa, Strelka punta ora a mettere radici in Sardegna. Dopo la prima esperienza al Poetto, culminata con il format “Pitbull contro tutti” e oltre 9 milioni di visualizzazioni sui social, il circuito prepara il ritorno con eventi, masterclass e opportunità per gli atleti locali. A coordinare il progetto nell’Isola è la cagliaritana Angelica La Sala, atleta e referente del team Strelka.
Il progetto
Il nome scelto è Strelka Shardana - The Warriors of Sardinia, un richiamo agli antichi guerrieri e all’identità isolana. «Vogliamo superare il pregiudizio di chi pensa a persone che si picchiano per strada. Dietro gli eventi ci sono arbitri, assistenza sanitaria e procedure tecniche. L’obiettivo è far crescere una vera disciplina», spiega La Sala. A credere nelle potenzialità della Sardegna anche Guglielmo “Pitbull” Gicco, uno dei pionieri con più di 200 match nel proprio canale. Arrivato nell’Isola per una masterclass della Dragon Rage, è rimasto conquistato dal territorio. «La Sardegna è tutta un’altra storia. Non parlo soltanto del mare, ma della gente. Ovunque vado mi trattano come uno di loro, mi invitano nei locali e mi fanno sentire a casa. Sinceramente non vorrei più andare via. Sono impazzito per il casu marzu , ho iniziato con un pezzetto e l’ho mangiato tutto», racconta ridendo. A sorprenderlo è stato anche l’approccio dei tanti appassionati sardi che vorrebbero confrontarsi con lui. «In altre parti d’Italia c’è sempre qualcuno che vuole sfidarti per fare il fenomeno. Qui è diverso: vogliono affrontare un campione per mettersi alla prova, con totale rispetto tra di noi. Prima ancora di combattere ci abbracciamo, dopo il combattimento diventiamo amici: questa è mentalità sportiva».
Il successo
Per Pitbull, che deve il soprannome per il suo stile aggressivo già a 16 anni nonostante la piccola statura, è proprio questa autenticità a spiegare il successo di Strelka. «Tutti gli sport meritano rispetto, ma oggi molte discipline non danno ai ragazzi la possibilità di emergere. Strelka invece mi ha cambiato la vita. Mi ha permesso di farmi conoscere, di ottenere visualizzazioni grazie ai risultati e di arrivare a combattere all’estero. La gente la percepisce come una cosa vera: qui vai avanti perché dimostri quello che vali, non perché sei raccomandato. Come ce l’ho fatta io possono riuscirci altri ragazzi, ma servono sacrificio, fame e voglia di non mollare». Il combattimento non coincide con una rivalità personale. «Le migliori amicizie sono nate sotto le botte. Alcuni degli avversari che ho affrontato sono diventati amici di famiglia, come Riccardo Salisci nel famoso incontro al Poetto. Durante il match si fa la guerra sportiva, ma alla fine ci si abbraccia. Questo è rispetto». Intanto il movimento cresce anche nell’Isola. Sono già 20 i ragazzi sardi iscritti al sito italiano del circuito, un numero destinato ad aumentare. L’intenzione è portare periodicamente in Sardegna fighters e tecnici di livello, offrendo occasioni di formazione.
Gicco, il Pitbull
«Vorrei tornare più spesso per contribuire al movimento in Sardegna e continuare con “Pitbull contro tutti”», spiega Gicco. «Se oggi sono qui è grazie a Sergej e Simone Workout, che hanno creduto nel progetto. Ho quasi 43 anni e mi piacerebbe aiutare qualche giovane a costruire il percorso che ho fatto io. Ma deve avere davvero voglia di cambiare la propria vita». E sul futuro, Pitbull non nasconde che il suo sogno sarebbe quello di una Cagliari come punto di riferimento per Strelka: «Abbiamo avuto grande seguito a Roma e Firenze. Qui ho trovato fame, rispetto e voglia di migliorarsi: ci sono tutte le condizioni per costruire qualcosa di importante».
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