Per tenere accesi i suoi edifici, dalle scuole agli impianti sportivi, dai centri sociali a quelli culturali, il Comune di Carbonia spende 800 mila euro l’anno. Per darci un taglio poderoso, che potrebbe arrivare sino a 250 mila euro l’anno, l’amministrazione l’estate scorsa aveva ottenuto circa 7 milioni messi a disposizione dal Just Transition Fund (Jtf) per la riqualificazione energetica che ora è entrata nel vivo e deve concludersi entro il 31 dicembre di quest’anno per non correre il rischio di restituire i soldi.
Il programma
Pochi giorni fa è stata data un’accelerata imponente al maxi programma che porterà al posizionamento di una sfilza di pannelli di fotovoltaici. Verranno installati su una quindicina di siti, intesi come tetti o superfici battezzate come idonee dal punto di vista tecnico e rispettose della tutela urbanistica. A vincere l’accordo quadro (è il sistema collaudato secondo cui un’unica impresa fa tutto) è stata la ditta Franchini la quale sta stipulando i contratti con le altre piccole ditte per i subappalti: «Si parte subito - anticipa l’assessore ai Lavori pubblici Manolo Mureddu – e contiamo entro agosto di finire, per poi in autunno avviare e rendicontare entro dicembre come da norma imposta dal Jtf: è una sfida ingente da cui ci attendiamo la possibilità di ridurre del 30 per cento i costi energetici del Comune, esclusi quelli per l’illuminazione pubblica stabiliti da altre voci di bilancio».
Le zone
I pannelli verranno collocati in aree della Grande miniera, poi con un sistema di pensiline nei parcheggi della stazione intermodale (quindi si potrà lasciare l’auto all’ombra, sulla falsa riga del sistema già adottato davanti all’ex tribunale), sulla nuova copertura della tribuna dello stadio Zoboli, in vari punti dell’impianto sportivo di Cortoghiana, in aree scoperte della cittadella sportiva di via Balilla o sui solai degli edifici sportivi. E poi ancora, sopra il mercato civico di piazza Ciusa (con posizionamento compatibile con il progetto di rigenerazione del centro finanziato di recente dalla Regione), su punti del solaio del teatro Centrale, sul Municipio lato vico Manno, quindi pure sul dopolavoro di piazza Roma (ora sede del Consiglio comunale), in un versante che dà verso uno spazio interno per via delle norme del centro matrice della città di Fondazione. Le scuole non sono escluse: energia elettrica gratis giungerà dai tetti del ristrutturato asilo di via Brigata Sassari, dagli edifici del Deledda di via Mazzini, del Satta di via della Vittoria, del Ciusa di via Lombardia, sulla Don Milani di via Dalmazia, dalla nuova materna di Barbusi. Nel conto la biblioteca di villa Sulcis, la casa della domotica di via Costituente e il centro anziani di via degli Artiglieri. «Meglio però evitare equivoci - conclude l’assessore - i benefici non ricadranno su ogni singolo sito o edificio ma sulla bolletta generale del Comune che poi deciderà come reinvestire».
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