La ricorrenza.

Piano casa, l’Ance in pressing sul Governo 

I costruttori: ora tempi certi per i decreti attuativi e misure per il caro-materiali 

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La casa è un’emergenza, le risposte devono essere «veloci». L’Ance sprona il governo sul piano per l’abitare e sul caro-materiali in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dell'associazione dei costruttori.

Gli investimenti

Le risorse non sono un problema, secondo l'Ance: per l’edilizia sociale potranno arrivare a 10 miliardi entro il 2035 con i fondi della politica di coesione e quasi un miliardo è attivabile già nel 2027, ma servono tempi certi per i decreti attuativi, flessibilità per le imprese e aiuti anche per gli interventi sotto il miliardo. Per gli investimenti più mirati sul territorio potranno avere un ruolo centrale gli amministratori locali.

Per i grandi interventi di edilizia pubblica, invece, «il commissario può servire per velocizzare», ha sottolineato la presidente dell'Ance, Federica Brancaccio, anche se le Regioni non lo vogliono. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha annunciato che la nomina arriverà «a ore»: «Aiuterà in un anno a recuperare 61mila appartamenti di edilizia residenziale pubblica che devono essere riqualificati», ha affermato.

Le azioni

In un videomessaggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha indicato tra le questioni ancora da affrontare l’accesso al credito, la semplificazione, la sicurezza sul lavoro e la competitività. «Edilizia e costruzioni generano il 12% del prodotto interno lordo e sono uno dei principali motori della crescita», ha ricordato la premier. Un motore che rischia però di rallentare. «C'è il rischio di tornare a una situazione in cui le imprese cominciano a soffrire per il caro-materiali e a non farcela. Sta già accadendo, perché stiamo assistendo anche a un rallentamento dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione», ha detto Brancaccio.

Il reddito

Secondo le stime dell’associazione, per l'affitto o l'acquisto di un appartamento di 80 metri quadrati nella periferia di Milano è oggi necessario un reddito annuo di 76.413 euro; con gli interventi previsti dal piano casa ne basterebbero 50.154, oltre 26 mila euro in meno. A Roma il reddito richiesto scenderebbe da 61.033 a 40.059 euro, mentre a Bari passerebbe da 35.630 a 24.980 euro. In questo modo, il 20% di famiglie in più potrebbe permettersi un’abitazione. Per le imprese, tuttavia, la sostenibilità economica degli investimenti sarebbe garantita solo in alcune aree.

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