Svolta decisiva per il futuro dello stabilimento ex Bekaert di Macchiareddu, in territorio di Assemini. Il tavolo istituzionale di ieri a Roma al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha sancito la positiva conclusione di una vertenza durata dodici mesi ufficializzando l’acquisizione del polo produttivo da parte della società sarda Nuova Icom, specializzata nell’impiantistica industriale. Un’operazione che cancella l’ombra dei licenziamenti e avvia un importante piano di reindustrializzazione.
Assunzioni
Il piano industriale presentato non solo garantisce il totale riassorbimento dei 150 lavoratori ex Bekaert ma prevede un incremento della forza lavoro grazie a 55 ulteriori assunzioni immediate. Per sostenere la riconversione, Nuova Icom ha fatto sapere di voler mettere in campo un investimento complessivo di 40 milioni di euro: 25 destinati alle infrastrutture, 8 al piano industriale e 7 riservati a nuove opportunità di sviluppo e diversificazione tra i cantieri di Macchiareddu e Portovesme con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità del Porto Canale e trasformarlo in un hub nel Mediterraneo.
La Regione
«Un risultato reso possibile dall’intenso lavoro della presidente Alessandra Todde e degli assessorati dell’Industria e del Lavoro in sinergia con il Mimit», ha commentato Emanuele Cani, assessore regionale all’Industria: «Passiamo dalla dismissione di una multinazionale estera al rilancio guidato da una solida realtà nazionale. Chiediamo al Governo di supportare Nuova Icom nell’acquisizione di nuove maxi-commesse ad alta tecnologia».
Sindacati e senatrice
Soddisfatti anche i sindacati. I rappresentanti di Fiom (Marco Mereu), Fsm (Marco Angioni) e Uilm (Massimo Palmas) hanno evidenziato il valore del piano: «C’è grande gioia da parte di tutti i soggetti coinvolti. La Nuova Icom ha confermato il riassorbimento di tutta la forza lavoro ex Bekaert, compresi i lavoratori che nel frattempo hanno conseguito il diploma».
A parlare di “buona notizia” è anche la senatrice asseminese Sabrina Licheri, presente in riunione, che si complimenta con la Regione per il «grande risultato. È il modo in cui le istituzioni devono affrontare le crisi industriali: non limitandosi a gestire le emergenze, ma costruendo le condizioni per il rilancio. Questo ci dimostra che in Sardegna si può investire: abbiamo tanto da dare e quando il territorio viene messo nelle condizioni di esprimere le proprie potenzialità l’Isola non è periferia ma può essere protagonista del proprio sviluppo».
I prossimi passi
Il prossimo incontro per formalizzare i passaggi burocratici si terrà l’11 settembre in Confindustria. A ottobre prenderà il via la formazione - sostenuta dall’assessorato del Lavoro guidato da Desirè Manca con 1,7 milioni di euro, con presentazione del progetto entro dicembre - per riassorbire e rendere operativi tutti i lavoratori entro 8-12 mesi e raggiungere il pieno regime entro giugno 2027. Governo, Regione e parti sociali si coordineranno per verificare l’attuazione del piano e le condizioni contrattuali.
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