Dopo gara.

Pavoletti: inutile piangersi addosso 

«L’esultanza con la mano? Il bello di questa rivalità è la sana presa in giro. Siamo cugini» 

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«L’esultanza? Dico la verità. La “L” era per Livorno». Era la sua partita, il suo derby personale, da livornese doc. La scorsa estate Leonardo Pavoletti ci aveva scherzato, dichiarando che, in caso di gol al Pisa, lo avrebbero fatto sindaco ad honorem a Livorno. Alla fine, la rete contro i rivali di sempre, è arrivata. Compresa quell’esultanza goliardica, con quella “L’ha mimata con la mano, mostrata al pubblico dell’“Arena Garibaldi”, che avrà sicuramente strappato qualche sorriso ai tifosi amaranto. «Il bello di questa rivalità è la sana presa in giro. Siamo cugini. Ho esultato in quel modo e sapevo che il pubblico avrebbe reagito così. Ma è, appunto, una provocazione sana, da campo. Ed è bello che si porti avanti così, in modo genuino». Ma è, purtroppo per Pavoletti, una gioia a metà. Una rete, la prima in questa stagione per il capitano del Cagliari, che non ha inciso ai fini del risultato. «È un gol che nasce da quando si facevano i derby in Serie C. Quelli tra Pisa e Livorno erano derby molto sentiti. Li ho vissuti da ragazzino. Sono due piazze vere e calde. Ho sempre voluto giocare questa partita. Purtroppo, è un gol che vale zero. E questa è una sconfitta fa male. Abbiamo preso una bella batosta ma è inutile piangersi addosso».

Un’occasione persa

«È un momento complicato», non fa giri di parole, «abbiamo perso una buona occasione. Ma ci tengo a fare i complimenti al Pisa. Ha combattuto per tutta la gara. Sembravano loro in undici uomini e noi in inferiorità numerica. Hanno giocato con grande cattiveria agonistica e cuore». Pavoletti analizza che cosa non ha funzionato: «Abbiamo fatto fatica nell’approccio. Di solito siamo più intraprendenti. Invece si notava un po’ di paura. Eravamo per certi versi statici. L’espulsione ci ha dato un po’ di energia. Ma abbiamo fatto girare lentamente il pallone contro una squadra che si è chiusa e faticato nell’uno contro uno. Siamo cascati nel gioco che voleva fare, giustamente, il Pisa. Dobbiamo analizzare i nostri errori, prendere anche spunto da quello che hanno fatto loro e provare a scendere in campo, con la giusta mentalità, contro Napoli».

Dimenticare subito

Pavoletti, che in maglia rossoblù ha vissuto tante gioie ma anche momenti difficili, ci tiene a trasmettere serenità, malgrado il distacco dalla zona retrocessione si sia accorciato nelle ultime settimane. «Ci siamo trovati tante volte in queste situazioni. Ma questo Cagliari è un gruppo resiliente. Nei momenti difficili abbiamo sempre accettato critiche e saputo incassare colpi, ma siamo sempre rimasti compatti e ne siamo poi usciti. Non è facile ma credo che anche questa volta ce la faremo». La classifica non fa paura ma bisogna rimanere concentrati. «In Serie A non si può mai abbassare l’attenzione perché dal nulla ti ritrovi le squadre vicine. Vogliamo chiudere i conti ormai da un mese, facendo i punti che servono per la salvezza. La settimana scorsa, contro il Como, abbiamo fatto un’ottima prestazione che non ha portato punti. Sappiamo quali sono i nostri punti di forza. Dobbiamo cancellare in fretta Pisa perché ora c’è il Napoli». Pavoletti ha un solo pensiero in testa: «Voglio aiutare il Cagliari ad arrivare all’ennesima salvezza. Mi sento ancora di poter dare qualcosa alla squadra. Mi voglio godere questi mesi. Poi in estate valuteremo se continuare o se mi dovrò spostare. O magari», aggiunge, «se ricoprire un’altra veste».

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