Rifiuti.

Passa la nuova Tari, ma è scontro 

Il Consiglio approva le tariffe per il 2026, Zedda: non sono le più alte in Italia 

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La Tari cala, ma la polemica resta alta. Il Consiglio comunale approva (a maggioranza) le nuove tariffe della tassa sui rifiuti e conferma una riduzione del 4% rispetto al 2025. Un risultato che Massimo Zedda rivendica come il frutto di una scelta politica: alleggerire il peso delle bollette senza scaricare i costi sui cittadini attraverso l’aumento di altri servizi collegati (come il ritiro degli ingombranti o lo smaltimento di panni e pannolini che a Cagliari sono gratuiti mentre in altre città sono a pagamento). Il sindaco non si tira indietro rispetto al tema più delicato. «La Tari è alta? Sì, ma non è più la più alta d’Italia». Da qui la scelta di utilizzare tutte le leve per ridurla per il secondo anno di fila. «Anche nel 2026 stanziamo 1,6 milioni di euro di risorse comunali che ci permetteranno di ridurre la tassa delle utenze domestiche», sottolinea Giovanni Porrà, presidente della commissione Bilancio. Detto questo c’è un problema con cui la città deve fare i conti: «I cagliaritani fanno benissimo la raccolta differenziata, abbiamo una percentuale del 76,5 tra le più alte in Italia ma non ci viene riconosciuto in termini di premialità. Dovrebbe, invece, essere riconosciuta perché la differenziata è un lavoro che facciamo tutti», aggiunge. Sulle tariffe restano critiche le opposizioni: «Risulta confermato che il servizio imperniato su mastelli è un pozzo senza fondo, destinato a crescere di un anno in anno a fronte di una città che non è mai stata così indecorosa», tuona Giuseppe Farris, CiviCa 2024.

La maggioranza

«Il Pef evidenzia un incremento di circa 7 milioni di euro rispetto al 2023», sottolinea Francesca Mulas, presidente della commissione Ecologia urbana, «a causa dell’aumento dei costi energetici, dei carburanti e del personale, ma anche da nuovi servizi: tra questi svuotamenti più frequenti di cestini e contenitori per tessili, l'isola ecologica di piazza Puglia dedicata all’extra alberghiero, il rafforzamento dei sistemi informativi e della comunicazione. Abbiamo inoltre ottenuto 3 milioni per abbattere i costi dalla Regione quale città capoluogo, polo di servizi e destinazione turistica per il territorio regionale». Nessuno, però, nega i problemi: «A partire dall’abbandono dei rifiuti che ha un costo per la collettività di circa 1,8 milioni di euro all’anno e che rappresenta una delle principali sfide da affrontare», dicono i consiglieri dei gruppi Pd, Progressisti, Avs, Sinistra futura, Orizzonte Comune e M5S. «I dati, però, confermano che siamo sulla strada giusta».

Le critiche

Critiche le opposizioni. «Quest’anno il servizio cresce di 720.000 euro, pari all’1,70% che è la crescita massima consentita da Arera. Nessun margine di compressione dei costi», dice Farris. «E se qualcuno si troverà una bolletta più leggera, sappia che il Comune è intervenuto con risorse proprie sottratte evidentemente ad altri servizi. I numeri sono impietosi: nel 2016 il fondo crediti di dubbia esigibilità accantona quasi 10 milioni di euro, la cosa più preoccupante è quella che accade dal 2027 al 2029 il fondo supera 12 milioni di euro ogni anno: significa che oltre un quinto dell'intero gettito della Tari serve a coprire il rischio che altri contribuenti non paghino».«La Tari resta una delle tasse più pesanti per i cittadini, ma Cagliari continua a essere sporca e il servizio insoddisfacente», afferma Roberto Mura (Alleanza Sardegna). «Una riduzione di pochi euro non compensa i disagi: manca inoltre una politica di premialità per i cittadini virtuosi». «Quanto alle riduzioni annunciate con enfasi dalla maggioranza», conclude Pierluigi Mannino, FdI, «dispiace dover riportare tutti alla realtà. Non sono frutto di risparmi o di maggiore efficienza del servizio, ma di un semplice gioco delle tre carte».

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