A oggi non esiste uno studio sugli eventuali effetti in Sardegna, «ma sarebbe necessario»

«Il verdetto degli scienziati: il solare altera il microclima» 

Il monito di Giuseppe Pulina, docente dell’Università di Sassari: «Le modifiche al bilancio energetico locale sono una criticità» 

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Qui non c’entrano le scuole di pensiero. Le idee personali. Questa è oggettività su cui il mondo accademico ha messo il sigillo. E Giuseppe Pulina, il cattedratico, lo dice in premessa: «Il dibattito» sugli effetti del fotovoltaico non verte più «sull’esistenza o meno di un’isola di calore», ma riguarda «quali componenti del microclima vengono modificate e in quali condizioni. Questa è un’impostazione che emerge chiaramente da lavori sperimentali, revisioni critiche e meta-analisi», dice il professore ordinario di Etica e sostenibilità degli allevamenti, 450 pubblicazioni all’attivo, coordinatore del team che all’Università di Sassari ha lavorato al Pears Sardegna, il Piano energetico ambientale.

C’è un’ombra sul solare?

«Oggi la letteratura converge sull'idea che il fotovoltaico generi perturbazione delle condizioni microclimatiche locali. Ma l'entità e persino il segno dell'effetto dipendono dalla variabile misurata, dal clima, dalla vegetazione e dalla configurazione dell'impianto. Che si parli di Heat island, l’isola di calore fotovoltaica, o di Cool island, la diminuzione della temperatura superficiale del suolo, è assodata la modifica del bilancio energetico locale».

È possibile questa differenza tra caldo e freddo?

«Certo, è una contraddizione solo apparente: dipende da quale valore si misura. Alcuni lavori si concentrano sulla temperatura dell'aria a uno o due metri dal suolo, altri su quella del terreno, altri ancora sui gradi della superficie terrestre ricavati da immagini satellitari. Sono grandezze fisicamente diverse e possono rispondere in modo opposto».

Il caso sardo è studiato?

«No, che mi risulti. È evidente che una banale relazione agronomica o climatica, allegata alle domande di connessione e commissionata dalle stesse società che presentano i progetti, non è sufficiente per misurare le eventuali risultanze negative di un impianto fotovoltaico».

Quali sono i meccanismi che inficiano sul microclima sotto un impianto fotovoltaico?

«I pannelli intercettano parte della radiazione solare riducendo l'energia che raggiunge il terreno, quindi modificano il bilancio radiativo della superficie, cambiano la ventilazione, influenzano l'evapotraspirazione della vegetazione e alterano gli scambi di calore tra suolo e atmosfera».

Perché servirebbe accendere i fari anche sulla nostra Isola?

«Questi processi dipendono dalla progettazione degli impianti. Ad esempio: aumentando l'altezza dei pannelli migliora la ventilazione e diminuisce l'accumulo di calore nella zona centrale, mentre la distribuzione della temperatura del suolo diventa più uniforme. In altre parole: la domanda scientifica non è più se il fotovoltaico alteri il microclima, questo è ormai acquisito, bensì come progettare gli impianti affinché tali modifiche diventino un vantaggio per gli ecosistemi agricoli anziché una criticità».

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