Corri ragazzo, laggiù. Mentre il mondo crolla, Marco Palestra corre sempre più veloce e non smette di farlo nemmeno quando l’Italia sprofonda. Caricandosi sulle spalle l’orgoglio e le speranze della Nazionale e di un’intera nazione che lo ha spinto verso questi maledetti playoff dopo un campionato da urlo con la maglia del Cagliari. L’apocalisse di Zenica non solo lo ha risparmiato, lo ha messo al centro del ciclo azzurro che verrà, chiunque sarà il prossimo il ct. Un predestinato. Qualsiasi esordiente - magari - sarebbe stato spazzato via dalla tempesta, lui si è preso addirittura la scena diventando un simbolo di speranza e un esempio da seguire.
Bentornato Marchino
Bentornato Marchino, come lo chiama affettuosamente capitan Pavoletti. Il suo stato d’animo era inevitabilmente combattuto, mercoledì pomeriggio, quando ha riabbracciato i compagni rossoblù, uno per uno, facendo il pieno di sorrisi e complimenti, prima di entrare nella sala pesi insieme al turco Kiliçsoy e allo slovacco Obert (appena rientrati, pure loro, dai rispettivi impegni extra campionato) per svolgere un lavoro di scarico. Ieri il ritorno in campo ad Asseminello insieme al resto del gruppo in vista del match di domani a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Ha ingranato subito la terza, manco a dirlo. Vuole chiudere in bellezza l’avventura nell’Isola. Vuole lasciare un marchio indelebile sulla salvezza.
Tra Serie A e Premier
La bomba è esplosa, dunque. Non era scontato - per quanto prevedibile - considerato anche il contesto negativo a dir poco che si è venuto a creare in Bosnia quando è stato chiamato in causa. Marco Palestra non sarà più lo stesso dopo questa prima esperienza in azzurro. Persino il suo valore è lievitato a dismisura, per la felicità dell’Atalanta che ha già fatto sapere di non volersi nemmeno sedere a un tavolo per discutere la sua cessione davanti a un’offerta inferiore ai 50 milioni. La Juventus - che ci aveva provato in estate sbattendo il muso sulle richieste bergamasche - sembra essersi tirata fuori. L’Inter resta la pretendente più accreditata in Italia in questo momento, Napoli permettendo. Ma gli scenari per il 21enne talento di Buccinasco portano soprattutto in Inghilterra dove stravedono per giocatori con le sue caratteristiche e dove le disponibilità economiche sono maggiori. Ad alimentare il fattore Premier anche la rete tessuta negli ultimi anni dal suo agente, Alessandro Lucci, colui che ha favorito il passaggio di Calafiori all’Arsenal.
La Dea poi si vedrà
Sarà un’estate calda, insomma, con un susseguirsi di scenari suggestivi. Sul suo cartellino potrebbe scatenarsi un’asta senza precedenti per un terzino italiano. L’unica certezza - al momento - è che a fine giugno Palestra lascerà la Sardegna per tornare a Bergamo e già il 1° luglio - presumibilmente - l’Atalanta gli proporrà un ulteriore rinnovo del contratto (quello attuale scade comunque nel 2030) per avere più forza nelle varie trattative che dovrà poi portare avanti. All’inizio soprattutto, si è discusso tanto al Cagliari quanto fosse producente per la squadra e per la società in generale un prestito secco. Alla fine sono tutti felici di aver dato retta al direttore sportivo Angelozzi, compreso il presidente Giulini (di recente lo ha ammesso anche pubblicamente), soprattutto l’allenatore che ha avuto un ruolo decisivo nella crescita e, di conseguenza, nell’esplosione di Palestra. E se lo tiene stretto sin che può. Sino alla salvezza.
Senza freni
Era arrivato da soli tre giorni, ma Pisacane non ha esitato a schierarlo dal primo minuto contro il Napoli fresco campione d’Italia allo stadio “Maradona”, alla seconda giornata. È poi subentrato sette giorni dopo col Parma. E da allora Marco Palestra non è più uscito, ha giocato tutte le successive ventisette partite, tutte da titolare. Più o meno alto sulla fascia, a destra ma anche a sinistra all’occorrenza. Perché potevano ruotare tutti, lui no. È sempre stato un punto fermo per il Cagliari, nel bene e nel male. Quel valore aggiunto solitamente rappresentato da un attaccante o da un fantasista. Decisivo. Incisivo. Al di là del gol di Firenze e dei quattro assist. Soprattutto nei momenti più delicati, è riuscito a dare la spinta ribaltando partite che sembravano ormai compromesse. Mettendo a disposizione della squadra anche uno spirito di sacrificio importante, oltre al talento. Non a caso, si è subito ributtato nella modalità rossoblù per preparare al meglio la gara con il Sassuolo, importante, anzi fondamentale, dopo le ultime tre sconfitte, a una settimana esatta dallo scontro diretto con la Cremonese. In questi otto mesi, nel Cagliari ha vissuto la città e la gente in tutto e per tutto e stretto un rapporto speciale anche con i tifosi. Quando partirà, lascerà un pezzo di cuore, ha già fatto sapere. Prima di riempire la valigia, però, ha una missione da portare a termine.
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