«Viviamo un'ora oscura della storia, con un mondo conteso e devastato», ha detto ieri di buon mattino nella messa del Crisma papa Leone. »È una bestemmia contro Dio quando l'uomo vuole vincere uccidendo», rincara quindi in serata quando con la celebrazione della messa in “coena domini” apre il Triduo Pasquale vero e proprio, alla vigilia della Passione, morte e resurrezione di Cristo. È anche la prima volta che papa Leone stesso compie la Lavanda dei Piedi. Un gesto che Prevost ha deciso di presiedere nella Basilica di San Giovanni in Laterano, facendone partecipi dodici sacerdoti della diocesi di Roma cui lava e bacia, dopo averli asciugati, i piedi. Un ritorno alla tradizione, ma solo per quanto riguarda la formalità dei riti.
Il messaggio del Papa vuole essere comunque potente, specie in questo tempo di guerra con il Medio Oriente in fiamme ma anche gli altri conflitti che insanguinano il globo e che lo hanno portato in questi giorni di avvicinamento alla Pasqua, il tempo «più sacro dell'anno» aveva detto, a rilanciare continui appelli a tutti i leader del mondo perché riprendano la via del tavolo, del negoziato. «In un mondo conteso tra potenze che lo devastano» ha scandito così il Pontefice nell'omelia della messa crismale presieduta nella basilica di San Pietro, c'è «un popolo nuovo, non di vittime, ma di testimoni. In quest'ora oscura della storia è piaciuto a Dio inviarci a diffondere il profumo di Cristo dove regna l'odore della morte». «Rinnoviamo il nostro “sì” a questa missione che ci chiede unità e che porta la pace», così «l'occupazione imperialistica del mondo è allora interrotta dall'interno, la violenza che fino a oggi si fa legge è smascherata».
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