Quartucciu.

Omicidio del B&b, sconto di pena in arrivo 

Accordo tra difesa e accusa: la condanna potrebbe scendere da 26 a 23 anni 

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La richiesta di concordare la pena da 26 a 23 anni di carcere, rinunciando così a tutti i motivi d’appello salvo quelli legati all’entità della pena. Con la proposta di quello che una volta si chiamava «patteggiamento d’appello» si è aperto in Corte d’Assise d’appello a Cagliari il processo di secondo grado nei confronti di Gabriele Cabras, 22 anni, accusato di omicidio volontario aggravato dalla rapina nei confronti di Gabriele Pergola, 43 anni, titolare di un bar a Quartu, che era stato ucciso in un B&b in via Nazionale a Quartucciu.

Il processo d’appello

Davanti alla Corte presieduta dal giudice Giovanni Lavena, il procuratore generale Luigi Patronaggio e l’avvocato difensore dell’imputato, il legale Giovanni Cabras, hanno confermato l’ipotesi di per un concordato che ora dovrà essere valutata. L’udienza è poi stata fissata per il 19 giugno: quel giorno i giudici potrebbero già uscire con la sentenza. «Abbiamo raggiunto un accordo con il procuratore generale», conferma l’avvocato Cabras, «per avere la certezza di una diminuzione della pena, senza affrontare il rischio di una confermare la condanna iniziale». In primo grado il giovane imputato era stato riconosciuto responsabile del delitto aggravato dalla rapina. «Riteniamo che la proposta di concordato a 23 anni di reclusione debba essere accolta con soddisfazione», commentano gli avvocati di parte civile Fausto Argiolas e Mauro Massa, che assistono i familiari dell’imprenditore ucciso. «In questo modo si conclude finalmente la vicenda processuale che consentirà alla famiglia del povero Pergola di vivere il proprio dolore esclusivamente in privato».

La vicenda

Stando alla ricostruzione dell’accusa Gabriele Pergola era stato picchiato e ucciso il 31 luglio 2023 in una camera d’albergo del B&b “Corte Cristina”. Il giovane e la vittima si sarebbero incontrati prima in un locale e poi andati assieme nella struttura di via Nazionale. Qui sarebbe scoppiata una lite e Gabriele Cabras si sarebbe scagliato sul 43enne, scaraventandolo a terra per poi strangolarlo con un asciugamano. Una volta ucciso, si sarebbe allontanato con la borsa contenente i soldi, ma sarebbe stato individuato grazie alle telecamere di sorveglianza della struttura e a quelle sparse in zona. I carabinieri l’avevano poi arrestato mentre camminava nelle vie di Sinnai, dov’era stato lasciato da alcuni amici che, nel frattempo, avevano anche chiamato i carabinieri.

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