Roma. L’Italia si ritaglia «un ruolo di primo piano» nello scacchiere mediorientale, dalla crisi nello Stretto di Hormuz alla stabilità del Libano, fino all’annosa questione dei due Stati per Israele e Palestina, con una serie di iniziative e appuntamenti. Un calendario annunciato dal ministro Antonio Tajani nell’informativa alle Commissioni congiunte di Esteri e Difesa dedicata agli esiti del vertice della Nato ad Ankara, nella quale insieme a Guido Crosetto è stato confermato l’impegno con l’Alleanza atlantica di aumentare le spese per difesa e sicurezza fino al 5% del Pil nel 2035.
Roma si appresta così a ospitare il 4 agosto «una nuova sessione di dialogo» tra Israele e Libano, dopo i colloqui del 15 luglio che hanno contribuito a definire l’inizio del ritiro dell’Idf dalle “zone pilota”. «È un importante risultato, frutto di una paziente azione di politica estera che costruisce ponti e non erige muri», ha spiegato Tajani. «L’Italia guarda già alla fase successiva del mandato di Unifil, previsto per la fine dell’anno», ha aggiunto.
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