Bari Sardo è una comunità sotto shock. Il paese, che negli ultimi anni ha beneficiato di cambiamenti strutturali e urbanistici a beneficio di uno sviluppo (anche) turistico, ripiomba nel dolore più tremendo dopo diciassette mesi dall’omicidio di Marco Mameli. Era il primo marzo del 2025. In quella circostanza nessun residente era stato coinvolto. Stavolta il paese è direttamente interessato dalla vicenda, con una vita spezzata e altri diue giovani finiti nei guai. Sono tutti attoniti, a cominciare dal sindaco, Ivan Mameli, che di parlare proprio non se la sente. È stato tra i primi ad arrivare sul posto, allertato da alcune persone che transitavano sul luogo del delitto. In attesa dell’equipaggio del 118, il primo cittadino si è adoperato per tentare di salvare la vita a Simone Concas.
Dopodiché, una volta che il giovane è stato preso in carico dal personale sanitario, il sindaco si è rimasto in silenzio a poche centinaia di metri dal punto in cui Concas ha cessato di vivere. Nessuna parola, nessun commento. Solo una profonda tristezza, che poi è lo stesso sentimento di un intero paese. Qualche metro più in là un uomo sulla settantina, appena arrivato dopo aver appreso la notizia, ha chiesto se il ragazzo si fosse salvato. «Davvero è morto? Che tragedia». Con il volto chino si è allontanato, trasmettendo gli stessi sentimenti di sconforto di una comunità capace di attrarre turisti con un rinnovato spirito turistico e culturale. In segno di lutto, l’incontro con il giornalista Massimo Giannini, previsto per oggi nell’ambito dell’Abbarì festival sulla spiaggia della Torre, è stato annullato.
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