Bologna

Nuovi video sulla morte di Fakir 

Tutte le immagini acquisite dalla Procura, domani l’affidamento dell’autopsia 

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Bologna. Tanti filmano, ma nessuno interviene per aiutare o assistere l'uomo che, a piedi nudi, le ciabatte di fianco, sdraiato sulla strada, si dimena e urla, in evidente stato confusionale. Solo, sull'asfalto, vicino ad una scaletta che unisce il giardino con la zona dei garage. L'uomo è Abderrahim Fakir ed è mostrato così nei video precedenti alla colluttazione con i poliziotti, poi terminata con la sua morte, il 19 luglio, poco prima delle 13. I numerosi filmati girati dai residenti di via Svevo a Bologna sono stati acquisiti dalla Procura che sta indagando per accertare cause e circostanze del decesso dell'uomo. Il materiale si aggiunge ai contenuti della bodycam di uno dei due agenti, in attesa che l'autopsia, fissata per venerdì, aiuti a ricostruire con completezza quanto accaduto al Pilastro.

Lo spray

In uno di questi nuovi video, pubblicato dal tg di La7, la polizia è già arrivata, rimane a distanza. Prima dell'inizio del contatto fisico, culminato con l'immobilizzazione a terra, passano circa trenta minuti, durante i quali gli agenti parlano con il marocchino, tentando di calmarlo. In altri spezzoni si vede Fakir che si scaglia contro le porte delle autorimesse. I due poliziotti gli vanno addosso quando, ad un certo punto, il 42enne si scaglia contro un'auto in arrivo: a quel punto lo buttano a terra, spruzzandogli anche lo spray al peperoncino, a distanza ravvicinata dal volto. Quindi lo bloccano, salendogli sulla schiena, fino a che non smette di muoversi. A quel punto, i soccorritori della Croce Rossa provano a rianimarlo, invano.

Le ferite

In un altro filmato, fornito invece all'Ansa dai legali dei familiari, Fakir è a terra, ancora legato con fascette alle caviglie e braccia dietro la schiena. Un operatore compie compressioni toraciche e un altro la ventilazione. Sul corpo i fili del defibrillatore. Vicino e in ginocchio anche un agente. Il volto è insanguinato, si vedono macchie marroni scure. L'origine delle ferite, ma anche la correttezza delle manovre rianimatorie sono tra gli elementi che dovrà chiarire l'autopsia: domani alle 9 verrà affidata dal procuratore Paolo Guido e dai pm Francesca Arienti e Domenico Ambrosino ad una squadra di esperti, guidata dal medico legale Valentina Bugelli di Parma (ha seguito il caso dei neonati sepolti in giardino). C'è poi un altro profilo, quello della condizione psichiatrica dell'uomo: il 20 giugno va al Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna. Ha ferite ad un polso, che si è procurato probabilmente con gesti autolesionisti. Non risulta seguito dal Centro di salute mentale, ma chiede di parlare con uno specialista. Il 2 giugno a Castello d'Argile era stato segnalato come molesto, in un'area condominiale. Disturbava altre persone, i carabinieri intervenuti su chiamata lo allontanarono.

Il soccorso

Intanto la Croce Rossa difende i quattro volontari intervenuti al Pilastro. «Nel pieno rispetto del lavoro dei magistrati – è scritto in una nota –, riteniamo doveroso ribadire e precisare che, secondo le informazioni in nostro possesso e contrariamente a quanto dichiarato e riportato da alcuni organi di stampa, l'equipaggio ha praticato manovre di rianimazione cardiopolmonare sul paziente dal momento in cui è stato possibile intervenire fino all'arrivo dell'automedica». La precisazione arriva dopo le affermazioni fatte dall'avvocato della famiglia del 42enne marocchino, Fabio Anselmo, secondo il quale nel video circolante si vede come «nessuno soccorre Fakir e nessuno lo slega». Il video al Pilastro è stato rilanciato dalle principali testate internazionali, da Bbc a Cnn, dal Guardian ad Al Jazeera. Le autorità marocchine chiedono «un'indagine approfondita per accertare le responsabilità e garantire la piena applicazione delle misure legali previste».

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