Molto più di una provocazione. All’indomani della proposta lanciata dal restauratore oristanese Duilio Tanchis di realizzare il tanto atteso Museo giudicale non più a Palazzo Arcais ma nell’edificio di sua proprietà in via Garibaldi, nell’ex granaio Pau fresco fresco di riconoscimento da parte del Ministero ai beni culturali, il dibattito in città è aperto.
Il Comune
«Il progetto del Museo giudicale non nasce oggi, ma è il risultato di un accordo istituzionale sottoscritto nel 2007 dall’allora presidente della Regione Renato Soru, dal presidente della Provincia Pasquale Onida e dal sindaco di Oristano Angela Nonnis – è la premessa del sindaco Massimiliano Sanna –. Da allora l’iter è stato lungo e ha attraversato diverse fasi, ma finalmente nei mesi scorsi siamo riusciti a definire un percorso chiaro, individuando ruoli e responsabilità precise. Oggi il Comune di Oristano è il soggetto capofila e sta lavorando concretamente all’attuazione delle misure previste, con il prezioso coinvolgimento e la collaborazione degli altri enti interessati, a partire dalla Regione Sardegna, dalla Provincia e dal Comune di Sanluri». Poi l’apertura: «L’ipotesi avanzata da Duilio Tanchis è interessante e merita certamente di essere approfondita e valutata. Ritengo però che debba essere considerata come un’azione complementare e non alternativa al percorso già definito, finanziato e attualmente in fase di realizzazione. Il nostro obiettivo è dare finalmente a Oristano un Museo giudicale all’altezza della storia della città e del ruolo che la capitale del Giudicato di Arborea ha avuto nella storia della Sardegna. In questa prospettiva è fondamentale valorizzare ogni testimonianza preziosa del passato giudicale, ovunque essa sia conservata, mettendo in rete luoghi, documenti, reperti, opere e memorie che possano contribuire a restituire ai cittadini e ai visitatori la ricchezza e l’importanza di quella straordinaria stagione della nostra storia. Siamo quindi disponibili a valutare ogni proposta che possa contribuire a rafforzare questo percorso e ad arricchire il progetto, nella convinzione che la valorizzazione del patrimonio giudicale debba essere un obiettivo condiviso e costruito insieme, nel rispetto del percorso istituzionale già avviato. In questo senso ringraziamo Duilio Tanchis e tutti coloro che contribuiscono alla valorizzazione della nostra storia».
Gli esperti
Impossibile affrontare la questione senza interpellare lo studioso Giampaolo Mele, direttore scientifico dell’Istituto Storico Arborense: «Visto che sono stati profusi tanti sforzi per realizzare il Museo giudicale nel Palazzo Arcais, certamente rispettando ogni punto di vista, sarebbe bene concentrarsi su queste prospettive che sono state tracciate e che andrebbero portate a compimento». Sulla rivendicazione di Tanchis che attribuisce all’edificio di via Garibaldi il ruolo principale nella storia giudicale, il professore spiega: «È difficile fissare una gerarchia di rilevanza storica, quello che è importante, sempre nel rispetto delle opinioni diverse, è non disperdere tutti gli sforzi che in questi anni si sono concentrati su palazzo Arcais che è un monumento della storia cittadina. Ripeto: fissare delle gerarchie non è facile. Ci possono essere questioni pratiche: dopo tanti anni ritengo sia giusto finalmente giungere alla conclusione definitiva. Tengo alla polifonia delle opinioni senza disperdere tutte le energie che sono state profuse: concentriamoci su questa prospettiva e concretizziamola definitivamente». Della stessa opinione Carla Del Vais, direttrice del Museo Antiquarium Arborense: «C’è un progetto che sta andando avanti per il quale sono stati stanziati dei finanziamenti, si proceda con il piano in corso di realizzazione».
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