Usa

Minneapolis, un video ribalta la versione Ice 

Pretti sarebbe stato disarmato prima di essere ucciso alle spalle 

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Minneapolis. «Un eroe», per i genitori, gli amici e i colleghi e molti americani che scendono in piazza. Un «terrorista domestico» per il governo Usa. È guerra di narrazioni sull'uccisione di Alex Pretti, il 37enne infermiere italo-americano morto sabato a Minneapolis con una decina di proiettili sparati a bruciapelo da uno o forse più agenti della polizia di frontiera durante una retata dell'Ice, l'agenzia anti immigrazione. Una contrapposizione che accresce le divisioni e le tensioni in un clima già da guerra civile per alcuni, mentre il il governatore del Minnesota Tim Walz mobilita la guardia nazionale per cercare di mantenere la calma in città

Muro contro muro

L'amministrazione Trump è in forte imbarazzo dopo che vari video analizzati dai media americani e due testimoni sembrano contraddire la versione ufficiale del dipartimento per la sicurezza interna, secondo cui Pretti «si è avvicinato agli agenti della Border Patrol con una pistola semiautomatica 9 mm» e «ha resistito violentemente» quando hanno cercato di disarmarlo. Varie riprese della sparatoria, invece, mostrano dapprima l'uomo con un telefono in mano (e non con una pistola), che filma agenti federali in mezzo ad una strada innevata, concentrandosi poi su uno di loro che spinge via una donna e ne fa cadere un'altra. Pretti si interpone tra l'agente e le donne, tenta di difenderne una, poi alza il braccio sinistro per proteggersi mentre l'agente gli spruzza contro spray al peperoncino. Quindi viene bloccato e immobilizzato a terra da un gruppo di almeno cinque poliziotti federali, mentre qualcuno grida quello che sembra un avviso sulla presenza di un'arma.

Un filmato sembra poi mostrare uno degli agenti mentre prende una pistola dalla cintura di Pretti e si allontana dal gruppo con essa. Pochi istanti dopo, un collega con una pistola puntata alla schiena di Pretti spara quattro colpi in rapida successione. In rapida sequenza si sentono altri colpi mentre un altro agente sembra colpire Pretti. Segue un fuggi fuggi generale, anche dei federali, nessuno presta aiuto.

Testimoni

Ci sono inoltre due testimoni oculari: in una dichiarazione giurata hanno dichiarato che l'uomo non stava brandendo un'arma. Uno è una donna che ha filmato il video più chiaro della sparatoria; l'altro è un medico di 29 anni che vive nelle vicinanze.

«Gli agenti - ha deposto - hanno gettato l'uomo a terra. Non l'ho visto toccare nessuno di loro, non era nemmeno rivolto verso di loro. Non sembrava stesse cercando di resistere, stava solo cercando di aiutare una donna ad alzarsi. Non l'ho visto con una pistola. Lo hanno gettato a terra. Quattro o cinque agenti lo tenevano a terra e hanno iniziato a sparargli».

Il secondo testimone ha dichiarato di aver visto la tragedia dalla finestra del suo appartamento vicino alla scena. Prima della sparatoria ha detto di aver visto Pretti urlare contro gli agenti, ma «non l'ho visto attaccarli, né brandire alcun tipo di arma».

Linea dura

L'amministrazione Trump però mantiene la linea. «Sappiamo che si è recato sulla scena e ha ostacolato un'operazione delle forze dell'ordine. È un reato penale. Quando ha interagito con quegli agenti, e loro hanno cercato di farlo desistere, è diventato aggressivo e ha resistito», ha ribadito la segretaria alla sicurezza interna Kris Noem su Fox, che ha evocato un atto di “terrorismo domestico” contro l'Ice. «Le vittime sono gli agenti della Border Patrol. Le forze dell'ordine non aggrediscono nessuno», le ha fatto eco Gregory Bovino, il comandante degli agenti anti-immigrazione, sostenendo che Pretti «era lì per una ragione».

Intanto in Italia arriva la polemica su una troupe Rai minacciata dagli agenti Ice. Protagonisti due inviati della trasmissione Rai In mezz'ora, a Minneapolis per documentare quanto sta accadendo nella città del Minnesota. «Spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall'auto» si sente dire in un video che riprende un'agente dell'Ice che si avvicina all'auto in cui viaggiavano Laura Cappon e Daniele Babbo. Sul fatto ha protestato ufficialmente l’opposizione che ha chiesto un intervento ufficiale della premier Meloni.

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