Dopo il ciclone

Al via la conta dei danni, Governo e Regione accelerano 

Oggi Todde a Roma per il Consiglio dei ministri A Cagliari vertice tra Protezione civile, Anas e sindaci 

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Il conto dei danni provocati dal ciclone Harry è ancora tutto da scrivere, ma la macchina istituzionale ha già imboccato la strada che porta alla loro quantificazione e, soprattutto, ai ristori per le attività e i cittadini colpiti. Oggi a Roma il Consiglio dei ministri è chiamato a deliberare la proclamazione dello stato di emergenza nazionale per Sardegna, Sicilia e Calabria, passaggio decisivo per sbloccare risorse straordinarie e avviare i primi interventi. Alla riunione parteciperanno i tre presidenti delle Regioni coinvolte: Alessandra Todde, Renato Schifani e Roberto Occhiuto (la cui presenza ieri non era data per sicura).

Il Consiglio dei ministri
Il Governo nei giorni scorsi ha annunciato un primo stanziamento nazionale per far fronte alle necessità immediate. Non è stata indicata una cifra: il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha annunciato l’intenzione di recarsi il prima possibile nelle tre regioni coinvolte, avrebbe sollecitato la messa in campo di un miliardo, ma ieri le ipotesi giudicate più realistiche tornerebbero all’ipotesi di mezzo miliardo da dividere per tre. Oggi si dovrebbe sapere qualcosa di più. Non è esclusa, già in giornata, la nomina di uno o più commissari delegati: fra le ipotesi, per la Sardegna, quella di un incarico specifico a Todde.

La Protezione civile

Parallelamente, sempre oggi a Cagliari è in programma un vertice tra Protezione civile, sindaci dei territori colpiti e Anas, oltre che con il Corpo forestale e l’Agenzia Forestas. L’obiettivo: definire una roadmap rapida per la stima dei danni e l’erogazione dei ristori ma anche per gli interventi più urgenti sul fronte del patrimonio pubblico. Nel frattempo nell’Isola c’è da far fronte a un allerta meteo che, per quanto su livelli arancione e giallo, è confermata anche per oggi: sino alle 21 per rischio idrogeologico e sino alle 23,59 per rischio idraulico.

Il ministro in visita

Domani è attesa in Sardegna la visita del ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ieri impegnato in un sopralluogo in Calabria.

La sensazione è che alle conseguenze dell’ondata straordinaria di maltempo le istituzioni stiano riservando un livello elevato di attenzione. Ieri il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in visita nelle località colpite dal maltempo in Sicilia, ha detto che «lo Stato deve avere la prontezza e la velocità, nei limiti del possibile, di rimarginare le ferite inferte dal maltempo, senza figli e figliastri con la velocità più ampia possibile e con le risorse necessarie».

La Regione
Sul fronte regionale, la Sardegna si è già mossa: sono operativi 5,5 milioni di euro per i primi interventi di messa in sicurezza del territorio, ripristino delle infrastrutture e rafforzamento del sistema di Protezione civile. Todde, dopo aver visitato tutte le zone in cui il ciclone ha provocato danni, ha chiarito che ora si apre «la fase più delicata», quella della quantificazione puntuale dei danni, soprattutto per i privati e per il mondo produttivo, chiamato a confrontarsi con un calendario serrato: mancano poco più di due mesi a Pasqua, festa che segna tradizionalmente l’avvio della stagione turistica nell’Isola.

La strada dei ristori

Per l’ammontare dello stanziamento regionale definitivo si aspettano, ovviamente, le decisioni romane. Lo scenario che si delinea prevede un doppio canale di intervento: fondi statali destinati al patrimonio pubblico e fondi regionali, più rapidi nei tempi, per sostenere le attività e i beni privati danneggiati. L’obiettivo dichiarato è arrivare a stanziare i primi ristori entro un paio di mesi, mentre per le opere pubbliche le risorse potrebbero essere spendibili già tra tre o quattro settimane. Molto dipenderà dal modello organizzativo che verrà scelto: gestione tramite i Comuni oppure, lo scenario che appare più probabile, coordinamento centralizzato della Protezione civile, in affiancamento ai Comuni

Nel frattempo, le amministrazioni municipali di Cagliari e Quartu Sant’Elena, che hanno competenza sul Poetto, il litorale più colpito, su cui insistono decine di imprese, hanno proclamato lo stato di calamità naturale: è il segnale di un territorio che, mentre conta i danni e mette mano alle riparazioni più urgenti, si aspetta risposte rapide. La sfida, ora, è trasformare le promesse di tempestività in atti concreti, prima che l’emergenza si trasformi in un freno alla ripartenza economica.

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