Roma. Circa 400 militari dell’Aeronautica e 260 dell’Esercito schierati in Arabia e nel Golfo Persico. Una missione, assicura il ministro della Difesa Guido Crosetto, che «non è nuova» ma è una rimodulazione di una già esistente e, soprattutto, è stata «illustrata con la massima trasparenza» al Parlamento: dunque chi critica la presenza dei nostri soldati «non sa cosa ha votato».
Le parole del ministro arrivano per stoppare le critiche dell’opposizione, che ha presentato un’interrogazione parlamentare denunciando come il governo stia portando in guerra l’Italia. «Colpisce che chi grida oggi allo scandalo e insulta con arroganza, piuttosto che accettare il confronto sereno offerto, solo poche settimane fa ha ricevuto ogni informazione, preso parte alle audizioni e votato le autorizzazioni» dice il ministro che elenca una serie di date. «Il 5 marzo scorso il Parlamento ha approvato le risoluzioni che autorizzavano il dispiegamento e il rischieramento dei sistemi di difesa aerea e antimissile nella Regione del Golfo - spiega - Il 14 luglio, le Commissioni Esteri e Difesa del Senato e il 28 luglio la Commissione della Camera, hanno prorogato le missioni, che confermano e comprendono un’area, che include l’Arabia Saudita».
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