serie A.

Max Allegri e il Cagliari, fu amore ma domenica la storia non conterà 

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Nella storia rossoblù. Dopo Aglianese, Grosseto e Sassuolo, la carriera di Massimiliano Allegri lo porta a Cagliari. Al posto del trionfatore Davide Ballardini, che aveva appena condotto il bus rossoblù da una retrocessione quasi certa a una clamorosa rimonta. Siamo nella tarda primavera del 2008, alla vigilia della prima, sofferta stagione sotto un presidente, Massimo Cellino, un filino esigente in quel periodo ma anche in quelli a venire.

Domenica sera, stadio “Giuseppe Meazza”, quartiere San Siro, le strade di Allegri e del Cagliari si incroceranno di nuovo. All’ex ragazzo di Livorno serve assolutamente una vittoria per non chiudere la stagione tra i fischi. Per la squadra di Pisacane, il cui nome inizia a circolare per altre panchine altolocate, la tentazione di giocare un brutto scherzo ai rossoneri concludendo il campionato tra gli applausi. Se a nessuno è venuto in mente di far indossare a Carlo Felice la toga rossoblù, dopo il successo col Torino, magari dopo una vittoria col Milan qualcuno potrebbe cambiare idea.

La storia

L’ex presidente del Cagliari decise di lasciare per strada Ballardini e puntare sul tecnico livornese dopo aver visto la B negli occhi: fine stagione 2007-2008, Allegri aveva appena vinto il campionato e la Coppa Italia di Serie C alla guida del Sassuolo. “Allenatore emergente, buone idee”, questa la nomea, con un passato rossoblù da giocatore, dal 1993 al 1995. Di lui Italo Allodi, storico dirigente del calcio nazionale, diceva: «Tanto talento, carattere scanzonato», magari per quel suo modo di sorridere alla vita che poi diventa il modo di approcciarsi anche alle tempeste. Cellino, fine intenditore di uomini, aveva la netta sensazione che quello potesse essere l’uomo giusto per far crescere la sua creatura: tanto che un avvio di stagione da inferno (cinque sconfitte di fila con lazio, Siena, Juventus, Atalanta e Lecce) non mina la fiducia di Cellino su Allegri. La stagione prosegue con una serie di successi anche con formazioni ben più quotate e dopo otto giornate nel girone di ritorno, la conquista del mantenimento della categoria dopo aver raggiunto anche il settimo posto. Nella stagione seguente, il 1º febbraio 2010 Max conquista la Panchina d'oro quale miglior allenatore della precedente annata di Serie A, ma il 13 aprile, dopo una striscia di risultati negativi, viene esonerato con la squadra peraltro in acque tranquille. Nell’estate 2010, galeotto un lungo incontro al Forte Village fra Cellino e Adriano Galliani, Allegri approda al Milan di un Silvio Berlusconi non del tutto convinto.

In bacheca

Se è stato il Cagliari a lanciarlo nel grande calcio, la sua testa e il suo non comune acume tattico, uniti a una gigantesca capacità di gestire le persone, gli hanno consentito di navigare fra un successo e l’altro. In panchina ha vinto la C1 e la Supercoppa col Sassuolo, sei scudetti (uno col Milan nel 2011 e cinque con la Juve), tre Supercoppe italiane (una col Milan e due con la Juve) e cinque coppe Italia, tutte con la società bianconera. Un gigante, con un pezzetto di cuore ancora rossoblù.

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