La panchina della Nazionale occuperà idealmente il centro dell’incontro di oggi a Milano tra i presidenti dei club di Serie A e Giovanni Malagò, il numero 1 della Figc al quale per primi hanno affidato il non facile compito di risollevare le sorti del calcio azzurro. L’ex capo dello sport italiano contava di poterlo annunciare proprio all’assemblea di Lega, coronando così il primo mese di lavoro dalla sua elezione, ma con tutta probabilità non sarà così.
Al momento manca un tassello: la risposta del candidato principe, Pep Guardiola. Incontrato lo scorso weekend dal nuovo dt, Paolo Maldini, e dall’advisor Leonardo, lo spagnolo è salito a sorpresa in cima alla lista dei desideri, dei sogni, mentre Roberto Mancini, a sua volta in corsa, ha affermato ieri sera che contatti con lui «non ci sono stati».
La riunione
In assemblea, presenti gli stessi Maldini e Leonardo, Malagò tratteggerà il percorso seguito per dar vita al nuovo corso azzurro, col culmine del progetto che si sostanzierà anche con il nome del nuovo commissario tecnico. «Il dialogo è aperto ed era importante farlo», ha detto il presidente federale su Guardiola, mettendo sul tavolo sia le difficoltà dell’operazione, sia le possibili soluzioni per convincere il catalano.
Legato all’Italia per i suoi trascorsi in campo, al Brescia e alla Roma, sta valutando a Barcellona il progetto presentato da Maldini e Leonardo. Gli argomenti validi non mancano, ma ci sono anche punti interrogativi fra cui la durata dell’eventuale contratto, dato che prima del Mondiale 2030 ci sono nel 2028 gli Europei e le elezioni federali.
Le alternative
Se il sogno è Guardiola, restano in evidenza sul tavolo i nomi di Andrea Pirlo e Mancini, ma non solo. Anche di questo ci sarà da parlare oggi, anzitutto perché Malagò ha negato che la lista sia limitata a queste tre figure e quindi potrebbe riemergere tra gli altri, per ora coperti, anche il nome di Antonio Conte.
Se il noto problema di budget potrebbe essere superato nel caso di Guardiola, qualcuno oggi potrebbe obiettare che uno sforzo, anche se magari più piccolo, sarebbe accettabile per arrivare al tecnico leccese. A giorni la scelta.
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