I 35 anni dell’indipendenza dell’Ucraina dal dominio sovietico sono l’occasione per riportare al centro della politica internazionale la guerra sul fianco orientale dell’Europa. E spingono i Volenterosi ad accelerare sul sostegno al Paese invaso, trainati soprattutto da Andy Burnham. Durante la visita a Kiev - nel suo primo viaggio all’estero - il neo premier britannico ha autorizzato l’azienda di difesa Mbda a condividere con le forze ucraine dei progetti classificati sui componenti britannici del missile Scalp, versione francese dello Storm Shadow, tassello fondamentale per consentire a francesi e ucraini di accelerare sulla produzione in Ucraina di quest’arma a lungo raggio. Mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che le esercitazioni della Forza multinazionale per l’Ucraina - l’iniziativa di peacekeeping nata in seno alla coalizione - «saranno condotte nei mesi di ottobre e novembre».
Il 13° pacchetto italiano
Fonti a Palazzo Chigi hanno fatto sapere che l’Italia «non vi parteciperà», in linea con la posizione del governo del «no ai soldati italiani» in Ucraina. Ma nel tredicesimo pacchetto di aiuti italiani a Kiev ci saranno sistemi antiaerei per rispondere all’offensiva di Mosca e generatori per garantire il sostegno alla popolazione civile con la funzionalità di ospedali, scuole e rete energetica. Sul fronte delle armi alle forze di Kiev, il governo italiano aveva già fornito in passato la batteria italo francese del Samp T, di cui ora ha la nuova generazione, schierato recentemente anche in Turchia. Non si esclude che la potente contraerea possa entrare in lista per la terza volta,. Resta inoltre importante continuare a lavorare per garantire il munizionamento dei Samp T, che utilizzano missili Aster - una buona alternativa ai Patriot Usa - mentre sono sul tavolo le ipotesi per forme di produzione congiunta di droni.
«Benzina sul fuoco»
Nell’anniversario dell’indipendenza, Zelensky ha innanzitutto incassato il rinnovato sostegno da parte dei più stretti alleati, a partire dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che a Kiev ha parlato di un «sostegno incondizionato» dal parte dell’Ue, mentre la Commissione europea ha approvato nuovi fondi per 6,1 miliardi di euro destinati a sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar. Dalla capitale ucraina, il premier Burnham ha promesso di fornire «tutto l’aiuto che serve», paragonando la resistenza dell’Ucraina contro la Russia alla lotta del Regno Unito contro la Germania nazista. Su tutte le furie il Cremlino: «Il Regno Unito partecipa a questa guerra, alimenta sistematicamente e regolarmente il conflitto» e «getta benzina sul fuoco», ha attaccato il portavoce Dmitry Peskov. «Chi ha appiccato il fuoco? Questa è la domanda», la replica secca di Burnham. Il sostegno a Kiev del premier britannico è proseguito esplicito nel suo intervento alla videocall dei Volenterosi, in cui ha sollecitato gli alleati a fornire più missili intercettori Patriot, prima di chiamare in causa il Congresso Usa per chiedere di «intensificare» la pressione economica sulla Russia.
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