BOLOGNA. Parla, straparla e lancia messaggi Paolo Bellini, anche in video, dal carcere di Padova, dov’è detenuto come uno degli esecutori della Strage di Bologna del 2 agosto 1980. Attacca i giudici che lo hanno condannato, parla dei giornalisti, di chi ha scritto libri su di lui, della sua richiesta di eutanasia, di una perizia video che lui stesso ha commissionato. E parla dell’ex moglie Maurizia Bonini, che riconoscendolo nel filmato Super 8 del turista Harold Polzer, girato alla stazione subito dopo l’esplosione della bomba, ha fatto crollare il suo alibi durato più di 40 anni. I filmati, girati nella sala colloqui del carcere, fanno parte di una videochiamata con il figliastro. A quanto si apprende, sarebbe stata un’altra persona a registrare e diffondere il filmato, pubblicato su YouTube. La deputata reggiana del Pd Ilenia Malavasi chiede al ministro Carlo Nordio di «fare immediata luce sulle modalità con cui Bellini abbia potuto realizzare e far uscire dal carcere una serie di videomessaggi diffusi in questi ultimi giorni». Bellini, che nel corso della sua storia è stato ladro, truffatore, latitante in Sud America, killer di mafia, confidente dei servizi e infine stragista, ha tenuto all’oscuro dell’iniziativa anche i suoi avvocati. Le sue parole e il tono che usa ricalcano le frasi intimidatorie (contro l’ex moglie e contro il giudice che lo condannò in primo grado) che vennero intercettate mentre era ai domiciliari e lo fecero tornare in carcere prima della condanna per la strage. Paolo Lambertini, presidente dell’associazione delle vittime del 2 Agosto, si chiede preoccupato «come Bellini abbia potuto trovare un canale aperto per dichiarazioni apparentemente farneticanti, ma con riferimenti precisi al processo e potenzialmente messaggi. Forse sono messaggi perché si sta ancora indagando a Caltanissetta o a Firenze su eventuali sue responsabilità e collegamenti con le stragi del ’92 e ’93?».
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