Modena. Osama Shalaby ha 56 anni, è nato in Egitto e fa il muratore, è in Italia da 30 anni e ancora non ha la cittadinanza. Ora spera di ottenerla ma quando gli si domanda del gesto di sabato si schermisce: «Non abbiamo avuto paura, siamo egiziani, abbiamo paura solo di Dio». Insieme al figlio ventenne Mohamed, che lo ha raggiunto da un paio di mesi, ha inseguito e disarmato del coltello Salim El Koudri, che aveva appena investito sette persone. Padre e figlio sono due esponenti del gruppetto di eroi per caso: hanno assistito a una scena impensabile e hanno reagito. Un altro protagonista positivo è Luca Signorelli, che ieri all’ospedale di Baggiovara ha incontrato il presidente della Repubblica e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Ho visto gente voltarsi dall’altra parte perché aveva paura. A volte bisogna rispondere», ha detto con la voce spezzata dall'emozione. E poi Fabrizio Gallanza, che prova «amarezza e tanto dispiacere per le persone ferite, quello che abbiamo fatto passa in secondo piano». Arredatore, in questi giorni in ferie, residente in provincia, era in centro per fare una passeggiata con la moglie quando è arrivata la Citroen C3 a tutta velocità. «Mi trovavo pochi metri prima del punto in cui c’è stato l’impatto finale, con la donna che ha perso le gambe. Quando ho visto il primo incidente in lontananza ho provato a ripararmi, sono riuscito a spingere mia moglie dentro un negozio. Vedendo l’uomo uscire dall’auto l’abbiamo inseguito e poi bloccato», raccontato. Poi il suo pensiero torna ai feriti: «Spero si riprendano».
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