Parigi. È una serata da favola a Parigi. Il tennis italiano ha di nuovo scoperto (ricordate lo scorso autunno in Coppa Davis?) di non essere Sinner-dipendente: domani, al Roland Garros, due azzurri, Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi si giocheranno nel terzo derby del tabellone principale di singolare maschile (anche questo è un bel segnale) un posto in finale. E il presidente Fitp, Angelo Binaghi, ora chiede una trasmissione tv in chiaro della partita (ora i diritti sono di Eurosport).
Nella top 10
La differenza l’ha fatta Flavio Cobolli, che vola nella prima semifinale in un torneo Slam, battendo il canadese Felix Auger-Aliassime, n. 6 al mondo (da lunedì sarà 4), in quattro set (4-6, 6-4, 6-4, 6-4), con una rimonta da applausi che gli vale una top 10 quasi sicura (dipende da Mensik). «Sono state due partite diverse, all'inizio c'era molto vento ed era difficile giocare», spiega il tennista romano. Poi, dopo essere andato sotto contro il canadese nel primo set, il direttore del torneo ha ordinato la chiusura del tetto automatico per rischio pioggia. E per il ventitreenne oggi 13 al mondo è stato l'inizio di una lunga ripresa. «Mi sono detto “lotta”, avevo la sensazione che era la chance della mia vita e ce l'ho fatta. Ora manca un pezzettino». Rivolgendosi al pubblico parigino subito dopo la vittoria Cobolli è al settimo cielo, azzarda qualche parola in francese. «Grazie, merci à tous ». Dopo l'impresa in 3 ore e 24 minuti, il tennista romano manda baci e carezze al Centrale della Porte d'Auteuil. «Questo è il più bel campo in cui abbia mai giocato nella mia vita». Binaghi, lo applaude in piedi, dalla tribuna, dove ci sono tanti amici giunti a sostenerlo con la bandiera tricolore.
Sfida fratricida
In serata, sono scesi in campo gli altri due azzurri nel derby dei Matteo, per completare una rinascita. C’è riuscito Arnaldi, rinato a Monte Urpinu (ha vinto il Challenger 175) e ora proiettato verso il numero 30 Atp (34 per ora). Contro Berrettini partito male (0-3) ma ha preso in mano il match, ha chiuso 7-5 il primo set, poi nel secondo, sul 5-2 e servizio in suo favore, il romano ha alzato bandiera bianca, in quello che è l’unico momento negativo della favolosa giornata azzurra.
Nella parte bassa del tabellone, caduti nei quarti i baby-fenomeni Joao Fonseca e Rafa Jodar, il tedesco Alexander “Sascha” Zverev, numero 2 del seeding, trova nell’emergente Jakub Mensik il penultimo ostacolo, sapendo di avere tra le mani un’occasione non soltanto di raggiungere la quarta finale Slam, seconda a Parigi dopo quella del 2024, ma di ottenere finalmente il primo titolo major in carriera. Il ceco, da parte sua, vincendo rileverebbe il connazionale Jiri Lehecka al numero 12 Atp. Tra le donne, fuori Sabalenka (3-6, 7-5, 6-0 da Andreeva).
I doppi
Non c’è soltanto il singolare maschile. Nel doppio misto Andrea Vavassori con Sara Errani sono in finale dopo aver sconfitto (6-1, 6-4) Laura Siegemund ed Edouard Roger-Vasselin. Lo stesso Vavassori è in semifinale del doppio maschile assieme a Simone Bolelli: sfideranno, nella rivicnita della finale di Roma, Grenoller e Zeballos, la più forte coppia sulla terra battuta, stavolta senza il fattore campo come nel successo del Foro Italico.
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