Non solo degustazioni, ma un modello di sviluppo capace di creare economia, destagionalizzare i flussi turistici e valorizzare l'identità dei territori. È il messaggio emerso dal convegno "Enoturismo come forma di sviluppo nelle aree rurali e marginali" ospitato ieri nella sala consiliare del Comune di Loceri e dedicato alle prospettive del turismo del vino in Sardegna. L'incontro, promosso dalla Rete Enoturismo Sardegna e Comune, ha riunito istituzioni regionali, enti di sviluppo, organizzazioni agricole e operatori del settore per confrontarsi sul ruolo dell'enoturismo come leva di crescita per i piccoli centri e le imprese vitivinicole. Al centro del dibattito il progetto pilota Res, nato per costruire una rete regionale delle cantine e trasformare il vino in un'esperienza che unisca paesaggio, cultura, ospitalità e produzioni locali.
Dai numerosi interventi è emersa la necessità di accompagnare le aziende in un percorso di crescita, rafforzando competenze, servizi e qualità dell'accoglienza. L'obiettivo è creare un'offerta organizzata e riconoscibile, capace di attrarre visitatori durante tutto l'anno e di trasformare un semplice calice in un'occasione per scoprire il territorio. Nel corso del confronto è stato ribadito che la crescita del settore passa dalla collaborazione tra istituzioni e imprese. Un vigneto può diventare la ragione di un viaggio e una cantina il luogo in cui conoscere la storia di una comunità.
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