Il progetto.

L’anno dell’emigrazione sarda in Germania 

Eventi, incontro e un murale itinerante per raccontare una storia di lavoro 

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L’anniversario dell’emigrazione sarda in Germania è celebrato come si conviene ad un’amicizia di lunga data. Per questo ieri mattina alla Mem di Cagliari è stato presentato il progetto “Memoria - Identità – Futuro”.

Il ruolo delle Acli

«È il primo evento per l’anno dell’emigrazione sarda in Germania: si stanno svolgendo attività anche in Germania organizzate dalla federazione dei circoli sardi», dice Mauro Carta, presidente regionale del Crei (Comitato regionale Emigrazione Immigrazione) Acli: «Abbiamo inaugurato la mostra, che riprende il murale dell’artista Fulvio Pinna, che aveva realizzato un’opera nel Muro di Berlino (unico italiano, ndr). L’abbiamo riprodotta e farà il giro della Sardegna. Dal 1946 ci sono stati diversi tipi di migrazione: la prima era legata alle miniere, la seconda all’industria automobilistica e alimentare e la più recente ha coinvolto i giovani laureati. Abbiamo evidenziato il legame tra la Germania e l’Isola: sono oltre 1400 i tedeschi in Sardegna, che si concentrano soprattutto nei centri urbani».

Il consolato

«Da più di vent’anni, sono testimone della reciproca amicizia tra tedeschi e sardi qui nell’isola. Svolgo un’attività di supporto ai tedeschi che si trovano qui in Sardegna, ai sardi che desiderano emigrare in Germania ed ai sardi che rientrano. Offriamo supporto anche per loro», spiega Alessandra Bruder, console onoraria della Germania a Cagliari. «Il legame dei sardi con la terra d’origine è fortissimo: il desiderio di ritornare c’è sempre, anche se in Germania molti sardi hanno trovato fortuna».

La Regione

«Bisogna dare visibilità alla ricchezza storica e alla tradizione dell’emigrazione sarda in Germania durante gli accordi bilaterali, ma anche per esprimere il contributo che i circoli sardi in Germania realizzano con le loro attività. Le iniziative saranno sia in Germania che in Sardegna» aggiunge Ignazio Boi, segretario particolare dell’assessora regionale al Lavoro, Desirè Manca. «L’idea è quella di portare un pezzo di Sardegna tedesca, o di Germania sarda qui in Sardegna. Realizzeremo un evento a Fonni a settembre e uno conclusivo a Carbonia a novembre».Perché l’opera si chiama Inno alla Gioia? «Una dedica a Beethoven ma anche per la gioia che ho provato a crearla. È stata apprezzata in tutto il mondo», risponde l’artista Fulvio Pinna.

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