Classica.

La missione dell’Orchestra Franco Oppo 

Il direttore Giacomo Medas racconta i progetti dell’ensemble regionale 

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Portare la musica dove normalmente non arriva: è questo lo scopo dell’Orchestra regionale sarda Franco Oppo, neonata realtà culturale dell’isola che coniuga divulgazione, formazione e opportunità professionali per i giovani musicisti. Giacomo Medas, tra i fondatori e direttore dell’Orchestra, azzarda a parlare di missione, perché «esiste una forte necessità di divulgare la cultura musicale. Le grandi istituzioni fanno un lavoro importante, ma spesso limitato ai centri maggiori. Noi andiamo dove la musica non arriva». Risultato di un progetto condiviso tra musicisti, amministrazioni locali e associazioni, l’iniziativa è dedicata a Franco Oppo, compositore di origine nuorese e figura di rilievo della musica contemporanea, scomparso nel 2016. «Nonostante la dimensione internazionale della sua opera», osserva Medas, compositore e docente di viola al Conservatorio di Cagliari, «Oppo non ha mai dimenticato le proprie radici. Non conosco figure altrettanto rappresentative, perciò è venuto naturale intitolargli l’Orchestra».

Il via

L’obiettivo dell’ensemble, che ha inaugurato la sua attività a novembre dello scorso anno con una ventina di concerti a Cagliari e nei comuni associati (Siddi, Villa San Pietro, Nuraminis, Gesico, Uta), è colmare un vuoto nella diffusione musicale regionale. Non si tratta di competere con le grandi compagnie sinfoniche, ma affiancarle con un modello agile e versatile. L’Orchestra, che conta 15 strumentisti in pianta stabile, ha una struttura flessibile capace di adattarsi a spazi e contesti diversi, dai teatri alle palestre, dai cortili ai saloni dei municipi. Gli organici possono contrarsi o espandersi a seconda del repertorio e delle condizioni logistiche. «In questo modo», spiega il direttore, «possiamo raggiungere i centri minori, spesso esclusi dai circuiti concertistici tradizionali».

L’ambizione degli artefici del progetto – tra gli altri i musicisti: Massimiliano Pani, Stefano Carta, Omar Leone, Daniela Meloni, Luigi Zucca, Giacomo Paulis - è levare l’aurea elitaria che confina al teatro e a un pubblico colto l’ascolto del repertorio musicale classico. Alla maniera di un cineforum applicato ai concerti: «Al termine dell’esecuzione apriamo alle domande del pubblico, presentiamo gli strumenti, ci soffermiamo sui brani. La nostra attenzione è rivolta soprattutto ai neofiti, a coloro che non hanno dimestichezza con il linguaggio musicale, perciò evitiamo i tecnicismi e partiamo da ciò che il pubblico conosce». Il che non vuol dire che la funzione educativa prevalga sulla fruizione estetica, piuttosto «l’accompagna verso una comprensione più ampia». Peraltro, precisa Medas, «è vero che la nostra formazione è classica, ma lavoriamo anche su repertori ispirati alla musica popolare, nel solco tracciato da Ennio Porrino e Lao Silesu». I due maggiori compositori sardi del Novecento hanno armonizzato tradizioni popolari isolane con musica colta e lirica. Il direttore si spinge fino a non escludere il pop: «Esistono canzoni, penso ai Beatles, che si prestano a riletture orchestrali. La strategia è partire da ciò che il pubblico conosce, magari attraverso la pubblicità, per accompagnarlo gradualmente verso Mozart o Beethoven, ampliandone gli orizzonti».

Percorsi

Nell’ottica della formazione i percorsi didattici e i laboratori rivolti alle scuole, a partire dalla Primaria. Alcune attività, come le lezioni-concerto del progetto “Ti presento uno strumento”, esordiranno in primavera. «È grazie alle collaborazioni fiorite intorno all’idea, al supporto delle associazioni “Kadossène“, “Incontri musicali“ e dell’Aiccre (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) che», chiosa Medas, «l’Orchestra regionale sarda Franco Oppo non rappresenta solo una nuova proposta musicale, ma un investimento sul futuro culturale dell’isola: un progetto che mira a valorizzare i talenti, promuovere la partecipazione e costruire legami duraturi tra territori e generazioni».

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